La virtù è ricompensa a se stessa.- Lucio Anneo Seneca
La virtù è ricompensa a se stessa.
Sarà quel che dev'essere, ma ciò che è una necessità per chi si ribella, è poco più che una scelta per chi vi si adatta di buon grado.
La fortuna teme i forti e schiaccia i paurosi.
Fare naufragio, finire sotto una vettura sono casi rari, anche se gravi: mentre dall'uomo viene all'uomo un pericolo costante.
Tra due pareri equipollenti deve avere il sopravvento il più moderato.
Vivi in modo da non avere segreti nemmeno per i tuoi nemici.
Se della virtù ti farai un modello e ti pregierai delle azioni eccellenti, non avrai invidia dei principi e dei signori: perché il sangue si eredita e la virtù si acquista: e questa basta da per sé sola, ciò che non può dirsi della nobiltà.
Noi chiamiamo pomposamente virtù tutte quelle azioni che giovano alla sicurezza di chi comanda e alla paura di chi serve.
La virtù rimane il vizio più costoso: e deve rimanerlo.
Il problema con le persone senza vizi è che generalmente puoi essere sicuro che avranno delle virtù piuttosto noiose.
Imparare la virtù significa disimparare i vizi.
In alternativa al suicidio, che esige qualche virtù manuale e morale di difficile uso, ammutinarsi contro la vita.
La virtù cresce osando, tardando la paura.
Se tanto sono gli uomini e allettati dalla bellezza, e disgustati dalla deformità, onde avvien poi, che una gran parte di loro volga le spalle alla virtù, ch'è sì bella; e la faccia al vizio, ch'è sì deforme?
I piaceri sono mortali; le virtù sono invece immortali.
La virtù diffonde i suoi effetti anche da lontano e stando nascosta.