Se non ci fosse, a questo mondo, l'infelicità, ci potremmo credere in paradiso.- Simone Weil
Se non ci fosse, a questo mondo, l'infelicità, ci potremmo credere in paradiso.
Tutti i peccati sono dei tentativi di colmare dei vuoti.
Leggo, per quanto è possibile, soltanto ciò di cui ho fame, nel momento in cui ne ho fame, e allora non leggo: mi nutro.
Nessuno ha amore più grande di colui che sa rispettare la libertà dell'altro.
La vita ha un senso solo se valeva la pena che fossi nata.
La soddisfazione di sé dopo una buona azione è una degradazione di energia superiore.
Quelli che sono infelici non hanno bisogno di niente a questo mondo, eccetto di persone capaci di concedere loro la propria attenzione.
Ognuno è infelice nella misura in cui crede di esserlo!
L'infelicità deve essere commisurata non tanto al male in sé, quanto al carattere di chi soffre.
Per non diventare molto infelici il mezzo più sicuro sta nel non pretendere di essere molto felici.
Nessuno è più infelice che la maggior parte di quelli che sono generalmente ritenuti felici.
Non c'è niente di più comico dell'infelicità.
Dal non poter assodare cosa avvenga nell'anima di un altro, non è facile che provenga infelicità: infelicità grande invece necessariamente deriva a chi non tiene dietro ai moti dell'anima propria.
Presso che le operazioni tutte con le quali gli uomini s'ingegnano di acquistare la felicità, sono ad essi cagione di maggiore infelicità.
Il mezzo più sicuro per non essere molto infelici è la rinuncia a pretendere di essere molto felici.
L'infelicità rende Dio assente agli occhi degli uomini per un certo tempo, più assente di un morto, più assente della luce in una prigione oscura.