Tutti quelli che scrivono per mentire dovrebbero essere processati.- Simone Weil
Tutti quelli che scrivono per mentire dovrebbero essere processati.
Finché un essere umano non è stato conquistato da Dio, non può avere fede, ma solo una semplice credenza.
Sfuggire al contagio della follia e della vertigine collettiva tornando a stringere per conto proprio, al di sopra dell'idolo sociale, il patto originario dello spirito con l'universo.
Ogni volta che penso alla crocifissione di Cristo pecco d'invidia.
Un racconto eschimese spiega così l'origine della luce: «II corvo che nella notte eterna non poteva trovare cibo, desiderò la luce, e la terra si illuminò». Se c'è un vero desiderio, se l'oggetto del desiderio è veramente la luce, il desiderio della luce produce la luce.
Due forze regnano sull'universo: luce e pesantezza.
Il peccato possiede molti utensili, ma la menzogna è il manico che si adatta a tutti.
Esiste un candore nella menzogna che è il segno della buona fede in una qualche causa.
Solo le donne e i medici sanno quanto la menzogna sia necessaria e benefica agli uomini.
C'è una specie di rispetto e di deferenza nel mentire. Ogni volta che mentiamo a qualcuno, gli facciamo il complimento di riconoscere la sua superiorità.
Dopo aver mentito occorre buona memoria.
La verità, come la luce, acceca. La menzogna invece è un bel crepuscolo, che mette in risalto tutti gli oggetti.
Nel mondo circolano un sacco di menzogne, e il peggio è che molte di esse sono vere.
Mentire con garbo è un'arte, dire la verità è agire secondo natura.
La menzogna è un omaggio alla verità come l'ipocrisia è un omaggio alla virtù.
Non ho nulla contro la menzogna, ma odio l'imprecisione.