Non possiamo attaccarci al passato senza attaccarci ai nostri delitti.- Simone Weil
Non possiamo attaccarci al passato senza attaccarci ai nostri delitti.
Se l'anima cessa di amare precipita già qui sulla terra in uno stato quasi equivalente all'inferno.
Leggo, per quanto è possibile, soltanto ciò di cui ho fame, nel momento in cui ne ho fame, e allora non leggo: mi nutro.
Non può aver luogo la coesione se non tra una piccola quantità di uomini. Oltre questa soglia, si dà solo giustapposizione di individui, ossia debolezza.
L'attenzione assolutamente pura è preghiera.
Tutte le tragedie che si possono immaginare si riassumono in una sola e unica tragedia: il trascorrere del tempo.
Non c'è distanza su questa terra così lontana come ieri.
Il passato è un paese straniero; fanno le cose in modo diverso lì.
Rifrustare il passato È un misero conforto: Quello ch'è stato è stato; Quello ch'è morto è morto.
Il passato non sta mai fermo un attimo: è mobile come una bandiera in una giornata di vento. Visto con gli occhi del presente, tende continuamente a modificarsi, fino a diventare quello che Sant'Agostino definiva «il presente del passato».
Che cos'amo nel passato? La sua tristezza, il suo silenzio e soprattutto la sua fissità. Quello che si muove mi infastidisce.
Niente fa rivivere il passato più intensamente di un odore che una volta vi era associato.
Il mio passato: quando è stato bello, rammento la situazione; quando è stato brutto, rammento me stesso.
Il passato è la memoria, il futuro è la speranza e il presente è l'intuizione.
Se vuoi conoscere il passato, guarda il tuo presente. Se vuoi conoscere il futuro, guarda il tuo presente.
Il disprezzo del passato o è ignoranza o è paura.