Si può, volendo, riportare l'intera arte del vivere a un buon uso del linguaggio.- Simone Weil
Si può, volendo, riportare l'intera arte del vivere a un buon uso del linguaggio.
Solo compiendolo si ha l'esperienza del bene.
Se l'anima cessa di amare precipita già qui sulla terra in uno stato quasi equivalente all'inferno.
La parola rivoluzione è una parola per la quale si uccide, per la quale si muore, per la quale si mandano a morte le masse, ma che non ha alcun contenuto.
Gli amanti e gli amici desiderano due cose: di amarsi al punto di entrare l'uno nell'altro e diventare un solo essere e di amarsi al punto che la loro unione non ne soffra, quand'anche fossero divisi dalla metà del globo terrestre.
I soldati non si espongono alla morte, sono mandati al massacro.
Vivere è come scolpire, occorre togliere, tirare via il di più, per vedere dentro.
L'uomo è incapace di vivere da solo, ed è incapace anche di vivere in società.
Il mistero dell'esistenza umana non consiste nel rimanere vivi, ma nel trovare una ragione per vivere.
Quanto più s'impara a non vivere più in istanti, bensì in anni, tanto più nobili si diventa. L'irrequietezza affannosa, il meschino affaccendarsi dello spirito diventano attività grande, tranquilla, semplice e vasta, e subentra la magnifica pazienza.
Vivere è illudersi di non morire mai.
L'attività frenetica, a scuola o in università, in chiesa o al mercato, è sintomo di scarsa voglia di vivere.
Che cosa servono a quel tizio ottant'anni trascorsi nell'inerzia? Costui non è vissuto, ma si è attardato nella vita, e non è morto tardi, ma lentamente.
Dicevano gli argonauti che navigare è necessario, ma che non è necessario vivere. Noi, argonauti della sensibilità malata, diciamo che sentire è necessario, ma che non è necessario vivere.
Che cosa ci si può aspettare da un mondo in cui quasi tutti vivono solo perché non hanno ancora trovato il coraggio di spararsi?
Quando uno vive, vive e non si vede. Conoscersi è morire.