Non si tratta di conservare il passato, ma di realizzare le sue speranze.- Theodor Adorno
Non si tratta di conservare il passato, ma di realizzare le sue speranze.
L'elemento storico nelle cose non è che l'espressione della sofferenza passata.
Il fragore senza suono che ci è noto da sempre dall'esperienza del sogno, ci viene incontro di giorno dai titoli dei giornali.
Gli uomini disapprendono l'arte del dono. C'è qualcosa di assurdo e di incredibile nella violazione del principio di scambio; spesso anche i bambini squadrano diffidenti il donatore, come se il regalo non fosse che un trucco per vendere loro spazzole o sapone.
La decadenza del dono si esprime nella penosa invenzione degli articoli da regalo, che presuppongono già che non si sappia che cosa regalare, perché, in realtà, non si ha nessuna voglia di farlo.
Il film e la radio non hanno più bisogno di spacciarsi per arte. La verità che non sono altro che affari serve loro da ideologia, che dovrebbe legittimare le porcherie che producono deliberatamente.
Remiamo, barche controcorrente, risospinti senza sosta nel passato.
L'ottimista è l'uomo che spera in futuro di avere un passato migliore.
Il silenzio è il drappo funebre del passato, ed è talvolta empio, spesso pericoloso, sollevarlo: anche quando la mano è pietosa e amorosa, il primo momento è crudele.
Il presente è il limite indivisibile che separa il passato dall'avvenire.
A che serve parlare del passato? M'importa solo l'avvenire, e non mi sento ancora capace di guardarlo in faccia.
Leggendo il passato si capisce meglio come siamo arrivati ad essere ciò che oggi siamo.
C'è una sorta di sollievo nel vuoto del mare. Né passato, né futuro.
Il presente è un punto appena passato.
Fate che le glorie del passato siano superate dalle glorie dell'avvenire.
Il presente non contiene altro che il passato; così, ciò che si scopre nell'effetto si trovava già nella causa.