La morte: un punto o una virgola?- Valeriu Butulescu
La morte: un punto o una virgola?
Non chiedere a una donna l'impossibile. È capace di dartelo.
Non c'è protezione migliore dai ladri che la povertà.
Religione: persone che vanno in chiesa sperando che Dio controlli le presenze.
Quando le donne fanno autocritica, scoprono la bellezza dei difetti.
Quando uno stupido ammette di esserlo è buon segno. Sta diventando intelligente.
Non si muore. Si cessa soltanto di vivere.
La morte non mi fa paura, non mi ha mai fatto paura, non vedo l'ora che arrivi, solo mi dà noia la durata del viaggio prima che io torni a vivere, perché questo è sicuro, altrimenti vuol dire che il sole, le stelle, il mare, il vino, le donne, tutto ciò non esiste, e questo non può essere.
Vorrei andare a Limbiate al vecchio cimitero. La morte mi consola sempre. Credo in Dio e sento la sua pace.
A volte penso che sarebbe meglio evitare la vecchiaia e morire giovane. Ma vorrebbe dire non completare la propria vita, non riuscire a conoscersi completamente.
Nulla possiamo dire "nostro" eccetto la morte.
Della morte questo deve essere detto: per lei, non c'è bisogno di scendere dal letto. Ovunque ti capiti di stare, sta sicuro che gratis te la verranno a portare.
Il grande dolore che ci provoca la morte di un buon conoscente ed amico deriva dalla consapevolezza che in ogni individuo v'è qualcosa che è solo suo, e che va perduto per sempre.
Tutti dobbiamo morire, l'importante è morire bene.
Una morte è una tragedia, un milione di morti è statistica.
Rubinetti che gocciolano, scoregge di passione, pneumatici bucati sono tutte cose più tristi della morte.