Libertade o morte, tutti Esclamate, e mano al brando: Fortunato chi pugnando Per la patria morirá.- Vincenzo Monti
Libertade o morte, tutti Esclamate, e mano al brando: Fortunato chi pugnando Per la patria morirá.
Amor che già scendea propizio e pio, Manifestossi in quella all'amatore, E gli sorrise cosi caro un riso, Che di dolcezza un sasso avria diviso.
Era il tempo che stanche in occidente Piegava il Sol le rote, e raccogliendo Dalle cose i colori, all'inimica Notte del mondo concedea la cura.
Non sempre di Codardia compagna è la Paura.
Severi, imperscrutabili, profondi Sono i decreti di lassù, né lice A mortal occhio penetrarne il buio.
Amiam, che i dì son brevi; Un giorno senza amor, È giorno di dolor, Giorno perduto.
La terra alla femmina, la patria al soldato, questa è l'ultima marcia e andiamo a morire.
Se la patria non ha debito né possibilità di nudrire del suo ogni giorno tutti i suoi indigenti, spietata cosa sarebbe inibire a questi di procacciarsi altrove la sussistenza.
L'uomo si ricostruisce una patria sotto qualsiasi lembo di cielo.
È bello e dolce morire per la patria.
Per un vecchio, la patria è dovunque faccia caldo.
Chi ama la patria è fedele nel più profondo dell'anima.
Ben io ti dico, che mia patria è quella Che nel popolo sta.
Un uomo può scalare l'Everest per se stesso, ma al vertice pianterà la bandiera del suo paese.
Con la patria legata alle vele e i remi al vento I naufraghi dormirono mansueti come fiere morte nei sudari delle spugne. Ma gli occhi delle alghe sono vòlti al mare Caso mai le riporti l'austro con le vele tinte di fresco.
Se la patria o gli ideali rivoluzionari non infiammano più gli animi, ci rimangono alcuni grandi eventi sportivi: le Olimpiadi, la Coppa del Mondo...