Libertade o morte, tutti Esclamate, e mano al brando: Fortunato chi pugnando Per la patria morirá.- Vincenzo Monti
Libertade o morte, tutti Esclamate, e mano al brando: Fortunato chi pugnando Per la patria morirá.
Entro i vietati talami II piè furtivo ei mise, E su le piume adultere Lasciò l'impronta, e rise.
I nostri cori a gara Lasciamo delirar Chi sa fervente amar, Solo è felice.
Fulmine colga, Sperda que' tristi che per vie di sangue Recando libertà recan catene, Ed infame e crudel più che il servaggio Fan la medesma libertà.
Finché l'età n'invita, Cerchiam di goder. L'aprile del piacer Passa, e non torna più. Grave divien la vita Se non ne cogli il fior.
Ha cuor villano, e libertà non merta chi l'amico lasciò nella catena.
Lasciando con la patria ogni conforto, Ove più l'Appennin la neve agghiaccia, Carco n'andrò di così gravi some, Chiamando morte, e te sola per nome.
Esponiamo alla malignità, le più belle ricerche, a misura, che le crediamo opportune, per il felice sviluppo delle grandezze della nostra Patria.
La vera patria è quella in cui incontriamo più persone che ci somigliano.
Morirei per la mia patria ma non vorrei che la mia patria morisse per me.
Chiunque combatte contro la patria è un figlio che vuole uccidere sua madre.
Con la patria legata alle vele e i remi al vento I naufraghi dormirono mansueti come fiere morte nei sudari delle spugne. Ma gli occhi delle alghe sono vòlti al mare Caso mai le riporti l'austro con le vele tinte di fresco.
L'idea di patria è quasi morta, grazie a Dio.
Un soldato deve essere pronto a morire per la sua patria. Anche a costo della vita.
Un uomo può scalare l'Everest per se stesso, ma al vertice pianterà la bandiera del suo paese.