Eroismo e santità, virtù secondarie. Ma bisogna aver dato prova di sé.- Albert Camus
Eroismo e santità, virtù secondarie. Ma bisogna aver dato prova di sé.
Insomma, per diventare famosi, basta ammazzare la portinaia.
Il senso d'impotenza e di solitudine del condannato incatenato, di fronte alla coalizione pubblica che vuole la sua morte, è già di per sé una punizione inconcepibile.
Quelli che scrivono con chiarezza hanno dei lettori, quelli che scrivono in modo ambiguo hanno dei commentatori.
Non essere più ascoltati: questa è la cosa terribile quando si diventa vecchi.
Se c'è un peccato contro la vita, è forse non tanto disperarne, quanto sperare in un'altra vita, e sottrarsi all'implacabile grandezza di questa.
Quando indago la gloria conseguita dagli eroi, e le vittorie dei grandi generali, non invidio i generali.
Non conosciamo mai la nostra altezza finché non siamo chiamati ad alzarci. E se siamo fedeli al nostro compito arriva al cielo la nostra statura. L'eroismo che allora recitiamo sarebbe quotidiano, se noi stessi non c'incurvassimo di cubiti per la paura di essere dei re.
Nel piccolo italiano medio c'è una zona nobile, un soprassalto di dignità che non arriva all'eroismo ma che lo spinge ad agire, anche solo con una dimostrazione di affetto e di appoggio all'amico.
V'è un solo eroismo al mondo: vedere il mondo com'è e amarlo.
Ecco la verità: il vero eroismo non riceve ovazioni, non intrattiene nessuno. Nessuno fa la fila per vederlo. Nessuno se ne interessa.
Gli eroi sono eroi perché il loro comportamento è eroico, non perché vincano o perdano.
Gli eroi quotidiani sono quelli che danno sempre il massimo nella vita.
Qualsiasi idiota è capace di prendere una tigre per i coglioni, ma ci vuole un eroe per continuare a stringere.
Il vero eroe alla fine muore. Quelli che restano sono i filosofi.
I veri eroi non sono mai perfetti come le leggende che li circondano.