I morti non soffrono di essere morti e i vivi non soffrono se non perché vivono.- Albert Caraco
I morti non soffrono di essere morti e i vivi non soffrono se non perché vivono.
Noi siamo all'inferno, e la sola scelta che abbiamo è tra essere i dannati che vengono tormentati o i diavoli addetti al loro supplizio.
Quando guardo quelli che giurano che la vita è una delizia, non li trovo né belli né ben nati, né ragionevoli né sensibili, né acuti, né saggi, né profondi, ma molto simili a ciò che incensano.
La vita è un supporto, non una ragione, la vita è necessaria, ma non è sufficiente: questa è la lezione che ci viene dai morti.
È la fecondità, e non la fornicazione, a distruggere l'universo, è il dovere, e non il piacere.
Le donne mentono come respirano.
La morte non mi fa paura, non mi ha mai fatto paura, non vedo l'ora che arrivi, solo mi dà noia la durata del viaggio prima che io torni a vivere, perché questo è sicuro, altrimenti vuol dire che il sole, le stelle, il mare, il vino, le donne, tutto ciò non esiste, e questo non può essere.
La morte è per tutti, la vita per pochi.
Soltanto quando siamo maturi per morire intravediamo come avremmo dovuto vivere.
Il terrore della morte è dovuto all'incertezza di ciò che ci attende. La risposta è semplice e tranquillante: esattamente la medesima situazione di prima che fossimo.
La morte non è niente per noi. Ciò che si dissolve non ha più sensibilità, e ciò che non ha sensibilità non è niente per noi.
La severa uguaglianza della morte ridarà a ciascuno il suo: la codardia della attossicata calunnia compagna infesta della vita rifugge dalla maestà dei sepolcri.
Ah, che vuol dir morire! Nessuno, nessuno si ricordava più di me, come se non fossi mai esistito...
Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre.
È meglio morire svuotandosi che riempendosi, e meglio di fame che d'indigestione.
Il fatto che sono morti non testimonia affatto che siano vissuti.