Destino. L'autorità di un tiranno per un crimine e la scusa di uno sciocco per un fallimento.- Ambrose Bierce
Destino. L'autorità di un tiranno per un crimine e la scusa di uno sciocco per un fallimento.
Apatico (agg.). Sposato da sei settimane.
Rimpianto. Ciò che si sedimenta nella coppa della vita.
Diario. Documentazione quotidiana di una parte della propria vita che si può raccontare a se stessi senza arrossire.
Inventore. Persona che fabbrica un marchingegno con ruote, leve e molle, e lo chiama progresso.
Irriverente. Non particolarmente riguardoso nei confronti del benessere, della felicità, del comfort o dei desideri degli altri. Si possono definire tali il colera, il vaiolo, il serpente a sonagli e i giornali satirici.
L'uomo è nato per tradire il proprio destino.
Ogni situazione, buona o cattiva, può arricchire l'uomo di nuove prospettive. Se abbandoniamo al loro destino i duri fatti che dobbiamo irrevocabilmente affrontare, allora non siamo una generazione vitale.
Non c'è destino che non si vinca con il disprezzo.
Bisogna permettere al destino di recitare la sua parte di attore.
I bianchi di solito cercano in tutti i modi di proteggersi dall'ignoto e dagli assalti del fato. L'indigeno, invece, considera il destino un amico, perché è nelle sue mani da sempre.
Possiamo diventare i padroni del nostro destino quando avremo finito di atteggiarci a suoi profeti.
L'ora del destino varia da uomo a uomo, ma non tralascia nessuno: l'animo stia all'erta, senza mai temere l'inevitabile, aspettandosi sempre l'incerto.
Il destino mescola le carte e noi giochiamo.
Il destino non è una catena ma un volo.
Non puoi sfuggire al destino, puoi solo vincerlo.