I vincitori fanno la storia e i vinti la morale.- Angelo Gatti
I vincitori fanno la storia e i vinti la morale.
Nei tempi, in cui tutti scrivono bene, pochi scrivono cose grandi.
Non c'è niente di più imprevisto, originale e grazioso d'una donna che dice naturalmente la verità.
La sventura colpisce egualmente i felici e gli infelici: ma per i primi sembra giustizia.
Le classificazioni degli uomini possono essere numerose; una però è semplice e importante fra tutte. Alcuni nascono dicendo sì, altri no.
La mia vittoria all'Olimpiade di Londra '48: Misi la testa fuori, vidi il punteggio e, per la seconda volta nella storia, un uomo camminò sull'acqua.
Il coraggio, che è il sesto senso, permette di scoprire la strada più breve verso la vittoria.
Non bisogna voler vincere, quando si ha la prospettiva di superare l'avversario solo per la larghezza di un capello. La buona vittoria deve far gioioso il vinto, deve avere qualche cosa di divino che risparmi l'onta.
Chi è vincente ora sembrerà sempre invincibile.
Era tema costante di Totila il ritenere che il vizio e la rovina nazionale siano inseparabilmente connessi; che la vittoria sia il frutto della virtù morale e militare, e che il principe, e anche il popolo, siano responsabili dei crimini che essi trascurano di punire.
Nulla sembra spregevole a quelli che vincono.
La vittoria non ammette gelosie.
Io credo nella perfetta riuscita in ogni area della mia vita! Aspettati il successo! Aspettati di vincere!
Le vittorie sui nemici meritano inni, quelle sui propri fratelli e amici canti funebri.