Il piacere è l'istante in cui fugge lo scetticismo.- Anna Kullick Lackner
Il piacere è l'istante in cui fugge lo scetticismo.
Dall'invidia all'ammirazione c'è un passo: l'onestà.
Il piacere che un oggetto ci procura non si trova nell'oggetto per se medesimo. La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo d'immagini care. Nell'oggetto insomma amiamo quel che vi mettiamo di noi.
Una cosa buona non ci piace, se non ne siamo all'altezza.
L'attesa del piacere è essa stessa il piacere.
Spesso possiamo sopportare mezzo chilo di dolore molto più facilmente di quanto siamo in grado di tollerare la perdita di un grammo di piacere a cui eravamo abituati.
Nell'aspettazione il piacere tocca il suo apice.
L'angoscia e il dolore. Il piacere e la morte non sono nient'altro che un processo per esistere.
Piaceri: il primo sguardo dalla finestra al mattino, il vecchio libro ritrovato, volti entusiasti, neve, il mutare delle stagioni, il giornale, la dialettica, fare la doccia, nuotare, musica antica, capire, musica moderna, scrivere, viaggiare, cantare, essere gentili.
In tutte le cose il piacere più grande è quello di pregustarle.
Per la maggior parte dei ricchi, il principale piacere della ricchezza consiste nello sfoggiarla.
Il sesso: la posizione ridicola, il piacere passeggero, la spesa eccessiva.