Il fine del teatro è quello di divertire.- Bertolt Brecht
Il fine del teatro è quello di divertire.
Sventurata la terra che ha bisogno d'eroi.
Durante i miei nove anni alle scuole superiori non sono riuscito a insegnare niente ai miei professori.
Come tutte le cose buone, anche la guerra, da principio è difficile. Ma poi, quando ha attaccato, tien duro. Allora la gente ha paura della pace, come chi gioca a dadi ha paura di smettere perché viene il momento di fare i conti, di vedere quanto s'è perduto.
La sfortuna generalmente è dovuta a un errore di calcolo.
Nessuno può essere buono a lungo se non c'è richiesta di bontà.
In teatro bisogna lavorare sodo per costruire un personaggio.
L'idea che un paesino ruoti intorno al teatro è un modo di fare giusto.
Lo schermo dà soddisfazione perché è così tecnico e misterioso. E' come giocare alla roulette: hai un copione, puoi pensare che sia ottimo o pacchiano, ma non hai idea di come verrà fuori in realtà. Sul palco, invece, tu sei l'autore di te stesso.
Il ballo sul grande schermo non è equiparabile a quello su di un palco.
Il cinema dovrebbe farti dimenticare che sei seduto in un teatro.
Io non trovo affatto assurdo il mio teatro.
Il teatro è anche finzione solo perché è anzitutto segno.
Il cinema è per i registi, il teatro per gli attori.
Se è assolutamente necessario che l'arte o il teatro servano a qualche cosa, dirò che dovrebbero servire a insegnare alla gente che ci sono attività che non servono a niente, e che è indispensabile che ce ne siano.
Ho cercato, innanzitutto, di crearmi una maschera, non tingendomi il volto, o annerendomi il naso; né volevo il successo puntando sulle gambe delle donnine. Volevo creare un personaggio concreto e nello stesso tempo sfasato nel linguaggio.