Il fine del teatro è quello di divertire.- Bertolt Brecht
Il fine del teatro è quello di divertire.
Dove stanno grandi virtù, vuol dire che c'è qualcosa di marcio.
Piaceri: il primo sguardo dalla finestra al mattino, il vecchio libro ritrovato, volti entusiasti, neve, il mutare delle stagioni, il giornale, la dialettica, fare la doccia, nuotare, musica antica, capire, musica moderna, scrivere, viaggiare, cantare, essere gentili.
Quando ci si trova davanti un ostacolo, la linea più breve tra i due punti, può essere una linea curva.
Che cos'è rapinare una banca, in confronto al fondarla?
Perché essere un uomo quando puoi essere un successo?
Nella totale perdita di valori della gente, il teatro è un buon pozzo dove attingere.
A volte è solo uscendo di scena che si può capire quale ruolo si è svolto.
Il dramma resta sempre, dall'inizio alla fine, marcatamente politico.
Fare piangere è meno difficile che far ridere. Per questo, teatralmente parlando, preferisco il genere farsesco.
Per non lasciar sguarnito il "mio" teatro, costrinsi Paolo Grassi a portare "I Giganti" a Catania. E lui, facendosi precedere dai tir della scenografia, obbedì.
Il teatro è un tempio, un tempio dove non entra mai il sole. Si lavora sempre con poca luce, nel silenzio più assoluto; il testo va rispettato nelle sue virgole, va approfondito, perché tutto è nella parola.
Il teatro continua ad esistere, e non soltanto come abitudine, come modo d'impiego del tempo libero, ma come esigenza profonda e ineliminabile della vita sociale...
E' bello andare a teatro ed essere costretti a stare seduti e pensare alla vita. E' un'esperienza quasi religiosa.
Il drammaturgo descrive gli uomini. Per farlo prende degli attori.
Mi manca il tempo passato a fare le prove a teatro.