Tali leggendo solo credono di studiare. Senza meditazione, la lettura non è che un perditempo.- Carlo Dossi
Tali leggendo solo credono di studiare. Senza meditazione, la lettura non è che un perditempo.
Alle volte, coi libri di teologia e di filosofia, si fa una strenua fatica per capire che quanto si arriva a capire non valeva la pena di esser capito.
Vi ha un giorno nell'anno in cui il vae soli della Bibbia ci è in viso buttato, come ingiuria, dalla rossa vampa del caminetto e ci soffia gelato alle orecchie, come minaccia, dalla terra nevata. È il Natale.
L'arte di un autore sta nel cancellare.
Dicono alcuni che l'amore è il coito. Sarebbe come dire che il mangiare è il cacare. Certo che il cibo finisce, in parte, nel cesso - ma non si mangia pel cesso come non si fa all'amore pel coito, sebbene ci si finisca.
Una colpa non è cancellata finché si rammenta.
L'atto di lettura è autentico soltanto quando conosciamo integralmente un autore, quando esaminiamo con sollecitudine particolare, anche se un po' irritata, i suoi "fallimenti" per elaborare una nostra visione personale della sua presenza.
I lettori sono personaggi immaginari creati dalla fantasia degli scrittori.
Quante letture ci si risparmierebbe, se si conoscessero prima gli scrittori. Tutte le letture?
Le letture non si consigliano, se non ai principianti del leggere. Ognuno deve trovare le proprie letture con l'istinto, che nel lettore abituato diventa quasi sempre infallibile.
Nella lettura solitaria, l'uomo che cerca sé stesso ha qualche possibilità di trovarsi.
Ci si dovrebbe lasciar guidare, nelle letture, solo dalla propria inclinazione: quello che si legge per una sorta di senso del dovere porterà ben poco vantaggio.
Bisognerebbe leggere tutto. Più della metà della cultura moderna dipende da ciò che non si dovrebbe leggere.
La lettura è il centro creativo della vita di uno scrittore.
Quelli che trascurano di rileggere si condannano a leggere sempre la stessa storia.
La lettura è un atto necessariamente individuale molto più bello dello scrivere.