La lettura è un atto necessariamente individuale molto più bello dello scrivere.- Italo Calvino
La lettura è un atto necessariamente individuale molto più bello dello scrivere.
La giovinezza è tante cose, anche una particolare accuratezza dello sguardo che afferra un enorme numero di particolari e sfumature.
D'un classico ogni rilettura è una lettura di scoperta come la prima.
L'umano arriva dove arriva l'amore; non ha confini se non quelli che gli diamo.
Le imprese che si basano su di una tenacia interiore devono essere mute e oscure; per poco uno le dichiari o se ne glori, tutto appare fatuo, senza senso o addirittura meschino.
Aveva questo Marcovaldo un occhio poco adatto alla vita di città: cartelli, semafori, vetrine, insegne luminose, manifesti, per studiati che fossero a colpire l'attenzione, mai fermavano il suo sguardo che pareva scorrere sulle sabbie del deserto.
Leggere, per il vero lettore, non è tradurre un'altra lingua nella sua?
La lettura ci insegna ad accrescere il valore della vita, valore che non abbiamo saputo apprezzare e della cui grandezza solo grazie al libro ci rendiamo conto.
Il solo modo serio di leggere è rileggere.
L'unico vero lettore, è il lettore attento.
Perché una volta che il male di leggere si è impadronito dell'organismo, lo indebolisce tanto da farne facile preda dell'altro flagello, che si annida nel calamaio e che suppura nella penna.
La lettura è il centro creativo della vita di uno scrittore.
Ogni lettura è un atto di resistenza. Di resistenza a cosa? A tutte le contingenze.
La lettura per l'arte dello scrivere è come l'esperienza per l'arte di viver nel mondo, e di conoscer gli uomini e le cose.
Leggere è un'attività successiva a quella di scrivere: più rassegnata, più civile, più intellettuale.
Tali leggendo solo credono di studiare. Senza meditazione, la lettura non è che un perditempo.