Noi della bellezza crediamo materia la verità morale.- Cesare Cantù
Noi della bellezza crediamo materia la verità morale.
Nella pazienza tutto va a puro guadagno. Il male sopportato con ragionevolezza e calma è già diminuito della metà, mentre l'impazienza raddoppia tutti i pesi, infistolisce tutte le piaghe.
Quante rivoluzioni felicemente iniziate, non vedemmo noi o fallire il momento dopo per inettitudine degli uomini, o riuscire a meschinissimi effetti per l'accorto aspettare dei nemici, e per la improvvida fiducia dei trionfanti?
La democrazia fondata sull'eguaglianza assoluta è la più assoluta tirannide.
Il denaro destinato alla beneficenza non ha merito se non rappresenta un sacrificio, una privazione.
Fare il proprio dovere val meglio dell'eroismo.
La fonte originaria della bellezza è unicamente in Dio ed essa si manifesta nell'animo di coloro che sono entusiasticamente pervasi di lui.
Ci sono delle attrattive che possono essere ammirate solo da lontano.
Smettiamola di credere che basti come siamo fatte dentro. Siamo noi che baciamo i rospi e quelli diventano principi. Non il contrario, purtroppo.
La bellezza è un dono gigantesco, immeritato, dato a caso, stupidamente.
Cosa bella e mortal passa e non dura.
Assurdità e bellezza hanno stretti rapporti l'una con l'altra.
Che cos'è la bellezza, che scrittori, poeti, musicisti, artisti contemplano e traducono nel loro linguaggio, se non il riflesso dello splendore del Verbo eterno fatto carne?
Decisi che ero bella per il semplice motivo che avevo deciso di esserlo.
Passa la bellezza, come profumo all'aria, e il suo ricordo sarà un rimpianto. Dura invece la bontà, come l'incenso nel chiuso tabernacolo, la carità fatta non invecchia mai, ed è sempre sorella alla carità da farsi.
La bellezza salverà il mondo.