L'angoscia vera è fatta di noia.- Cesare Pavese
L'angoscia vera è fatta di noia.
Non è che accadono a ciascuno cose secondo un destino, ma le cose accadute ciascuno le interpreta, se ne ha la forza, disponendole secondo un senso, vale a dire, un destino.
Perché è sconsigliabile di perdere la testa? Perché allora si è sinceri.
Non si parla solamente per parlare, per dire "ho fatto questo" "ho fatto quello" "ho mangiato e bevuto", ma si parla per farsi un'idea, per capire come va questo mondo.
Inutile piangere. Si nasce e si muore da soli.
Tu non sai quanto la morte li attiri. Morire è sì un destino per loro, una ripetizione, una cosa saputa, ma s'illudono che cambi qualcosa.
A partire da una certa età, i nostri amori, le nostre amanti, sono figli della nostra angoscia.
L'angoscia religiosa è espressione dell'angoscia reale e protesta contro di essa.
Le angosce sono come le malattie; vanno accettate: la cosa peggiore che si possa fare è di ribellarvisi.
L'angoscia si trasforma in delirio puro e semplice.
Quando in sogni opprimenti e orribili l'angoscia tocca il grado estremo, è proprio essa che ci porta al risveglio, con il quale scompaiono tutti quei mostri notturni. La stessa cosa accade nel sogno della vita, quando l'estremo grado di angoscia ci costringe a spezzarlo.
Angoscia. Malattia che si contrae davanti al continuo spettacolo della prosperità di un amico.
In questo mondo, non c'è che il terrore per difendersi dall'angoscia.
Non importa che sia "del paradiso", una donna, porta. Importa soltanto che sia una porta. L'angoscia è il muro.
Considerare la nostra maggiore angoscia come un incidente senza importanza, non solo nella vita dell'universo, ma anche in quella della nostra stessa anima, è il principio della saggezza. Considerare questo in piena angoscia è la saggezza completa.