I libri che recensiva li leggeva soltanto in seguito. Così sapeva già quello che ne pensava.- Elias Canetti
I libri che recensiva li leggeva soltanto in seguito. Così sapeva già quello che ne pensava.
Si scrive per essere diversi. Chi imbroglia scrivendo rimane ciò che comunque è.
Ogni volta che non ha niente da dire, nomina Dio.
Quello è intelligente come un giornale. Sa tutto. Ciò che sa cambia ogni giorno.
Ognuno dovrebbe vedersi mentre mangia.
La cosa più insopportabile sarebbe un Dio che fosse come l'uomo se lo augura.
I libri specialmente, che ora per lo più si scrivono in minor tempo che non ne bisogna a leggerli, vedete bene che, siccome costano quel che vagliono, così durano a proporzione di quel che costano.
Se un libro non dà piacere a rileggerlo infinite volte, tanto vale non leggerlo affatto.
Certi libri costituiscono un tesoro, un fondamento; letti una volta, vi serviranno per il resto della vita.
I libri migliori sono proprio quelli che dicono quel che già sappiamo.
Si pubblicano libri con caratteri sempre più piccoli. Immagino la fine della letteratura: a poco a poco, senza che nessuno se ne accorga, i caratteri rimpiccioliranno fino a diventare completamente invisibili.
È un viaggio per viandanti pazienti, un libro.
I libri pensano per me.
I libri più vecchi per chi non li ha letti sono appena usciti.
La bellezza di un libro come oggetto non può prescindere dal suo contenuto. Non c'è infatti sopruso maggiore di un libro stupido rilegato lussuosamente.
I libri vengono usati meno come 'occhiali' per guardare la natura, che come imposte per tenerne lontana la forte luce e la scena mutevole da occhi deboli e temperamenti apatici.