Solo recitando la propria infelicità si può superarla.- Elias Canetti
Solo recitando la propria infelicità si può superarla.
Dare un nome alle cose è la grande e seria consolazione concessa agli uomini.
La musica è la vera storia vivente dell'umanità, di cui altrimenti possediamo solo parti morte. Non c'è bisogno di attingervi, poiché esiste già da sempre in noi, e basta semplicemente ascoltare, perché altrimenti si studia invano.
Sembra che gli uomini provino più sensi di colpa per i terremoti che per le guerre che essi stessi fomentano.
Non esiste una scrittura che sia sufficientemente segreta da permettere all'uomo di esprimersi in essa con verità.
In Germania è accaduto tutto, si sono manifestate tutte le possibilità storiche ancora esistenti nell'uomo.
La speranza degli infelici rinasce sempre.
L'infelicità è per il nostro animo il calore che lo mantiene tenero.
Dal non poter assodare cosa avvenga nell'anima di un altro, non è facile che provenga infelicità: infelicità grande invece necessariamente deriva a chi non tiene dietro ai moti dell'anima propria.
Dicono che la felicità si trova nelle piccole cose. Sapeste l'infelicità.
Ognuno è infelice nella misura in cui crede di esserlo!
Nessuno può vantarsi o sdegnarsi con verità dicendo: io non posso essere più infelice di quel che sono.
Il mezzo più sicuro per non essere molto infelici è la rinuncia a pretendere di essere molto felici.
L'infelicità rende Dio assente agli occhi degli uomini per un certo tempo, più assente di un morto, più assente della luce in una prigione oscura.
Se non ci fosse, a questo mondo, l'infelicità, ci potremmo credere in paradiso.
L'origine del sentimento profondo dell'infelicità, ossia lo sviluppo di quella che si chiama sensibilità, ordinariamente procede dalla mancanza o perdita delle grandi e vive illusioni.