Solo recitando la propria infelicità si può superarla.- Elias Canetti
Solo recitando la propria infelicità si può superarla.
Gli uomini non hanno mai saputo così poco di sé quanto in questa "èra della psicologia".
Quando gli uomini sono molto felici non tollerano la musica che non conoscono.
Dovranno esserci ancora ebrei quando l'ultimo ebreo sarà sterminato.
La vecchiaia, quando è degna di questo nome, dovrebbe portare il meglio.
Dio fu un errore. Ma è difficile stabilire se fu commesso troppo presto o troppo tardi.
Gli infelici valutano costantemente gli altri, criticano continuamente il loro comportamento e spesso su di loro sfogano il proprio personale malessere o fallimento.
Meglio essere infelici sui cuscini di una Rolls Royce che sulle panchette di un tram.
Non c'è niente di più comico dell'infelicità.
Dal non poter assodare cosa avvenga nell'anima di un altro, non è facile che provenga infelicità: infelicità grande invece necessariamente deriva a chi non tiene dietro ai moti dell'anima propria.
Ognuno è infelice nella misura in cui crede di esserlo!
Se non ci fosse, a questo mondo, l'infelicità, ci potremmo credere in paradiso.
Veramente infelice è chi non sa sopportare l'infelicità.
Nessuno è infelice se non per colpa sua.
Niuno stato è così misero, il quale non possa peggiorare; e nessun mortale, per infelicissimo che sia, può consolarsi né vantarsi, dicendo essere in tanta infelicità, che ella non comporti accrescimento.
Ben difficilmente si vede un uomo infelice per non essere riuscito a scorgere ciò che avviene nell'anima altrui; ma colui che non avverte i moti della propria anima, è inevitabile che sia infelice.