La fede è il faccia a faccia nelle tenebre.- Elisabetta della Trinità
La fede è il faccia a faccia nelle tenebre.
Non scoraggiarsi mai, è più difficile liberarsi dallo scoraggiamento che dal peccato.
La morte non è altro che il sonno del bambino che si addormenta sul cuore della mamma. Finalmente la notte dell'esilio sarà tramontata per sempre, ed entreremo nel possesso dell'eredità dei Santi nella luce.
I santi, loro avevano appreso la vera scienza: quella che ci fa evadere dalle cose create, e soprattutto da noi stessi, per lanciarci in Dio e non vivere che di lui.
Ci sono due parole che, per me, riassumono tutta la santità, tutto l'apostolato: "unione, amore".
L'orgoglio si pasce dell'amore di sé. Ebbene, bisogna che l'amore di Dio sia così forte, da spegnere ogni amore di noi stessi.
L'essenza della fede è di essere ciò che l'uomo desidera egli desidera essere immortale, dunque è immortale; egli desidera che vi sia un'essenza che può tutto ciò che per la natura e per la ragione è impossibile, dunque una tale essenza esiste.
La fede è una immaginazione che rifiuta il concreto, che non si preoccupa di ciò che la respinge. Non si può credere senza immaginazione.
Cosa ci salverà? La fede? Io non voglio avere la fede e non ci tengo ad essere salvato.
Non credeva in Dio, credeva nella comodità di credere in Dio.
La fede, spesso, è stato il vero motore delle persone di buona volontà che nelle zone più difficili del Sud han cercato di trasformare le cose.
Siete avvitati all'eternità e la vostra incredulità non potrà farci niente.
La fede incapace di ridere di se stessa deve dubitare della propria autenticità. Il sorriso è ciò che dissolve il simulacro.
La fede è al servizio della vita, non viceversa.
La fede è credere in ciò che non può vedere o toccare o provare. La fede è camminare a faccia in giù e a piena velocità nel buio.
Chi crede sa che il deserto può fiorire in una notte.