Le cose buone ci dispiacciono, quando non ne siamo all'altezza.- Friedrich Nietzsche
Le cose buone ci dispiacciono, quando non ne siamo all'altezza.
Non c'è niente da fare: ogni maestro ha un solo allievo, e questo gli diventa infedele perchè è destinato anche lui a diventare maestro.
Al nostro istinto più forte, al tiranno che è in noi, non si sottomette solo la nostra ragionevolezza, ma anche la nostra coscienza.
Non si può ridere di tutto e di tutti, ma ci si può provare.
Gli uomini grossolani che si sentono offesi, sogliono prendere l'offesa nel grado più alto possibile e ne narrano la causa con parole fortemente esagerate, solo per potersi saturare ben bene del sentimento di odio e di vendetta ormai destato.
I fanatici sono pittoreschi, l'umanità preferisce vedere dei gesti all'ascoltare delle ragioni.
I dispiaceri sono servitori oscuri, detestati, contro cui si lotta, sotto il cui dominio si cade ogni giorno di più, servitori atroci, insostituibili, e che, per vie sotterranee, ci conducono alla verità e alla morte.
Si negò anche questo: il piacere del dispiacere.
Quando arrivano i dispiaceri, non arrivano come singole spie, ma in battaglioni.
Il piacere di dispiacere a chi si vuol far piacere.
Il "mi dispiace" è il pronto soccorso delle emozioni umane.
Chi non ha pretese non ha neanche dispiaceri.
La mia fantasia è inceppata: ho bisogno di un piccolo dispiacere.
Niente ci fa più piacere dei dispiaceri dei nostri nemici.
La punizione più grande per l'uomo perverso consiste nel dispiacere a sé e ai suoi.
Ciò che vi è di inebriante nel cattivo gusto, è il piacere aristocratico di dispiacere.