Chi non ha pretese non ha neanche dispiaceri.- Pier Paolo Pasolini
Chi non ha pretese non ha neanche dispiaceri.
La droga è sempre un surrogato. E precisamente un surrogato della cultura.
La continuità tra il ventennio fascista e il trentennio democristiano trova il suo fondamento sul caos morale e economico, sul qualunquismo come immaturità politica e sull'emarginazione dell'Italia dai luoghi per dove passa la storia.
Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell'esperienza speciale che è la cultura.
L'uomo è sempre stato conformista. La caratteristica principale dell'uomo è quella di conformarsi a qualsiasi tipo di potere o di qualità di vita trovi nascendo.
La mia indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza.
Il piacere di dispiacere a chi si vuol far piacere.
Il "mi dispiace" è il pronto soccorso delle emozioni umane.
La punizione più grande per l'uomo perverso consiste nel dispiacere a sé e ai suoi.
Si negò anche questo: il piacere del dispiacere.
I dispiaceri sono servitori oscuri, detestati, contro cui si lotta, sotto il cui dominio si cade ogni giorno di più, servitori atroci, insostituibili, e che, per vie sotterranee, ci conducono alla verità e alla morte.
Ciò che vi è di inebriante nel cattivo gusto, è il piacere aristocratico di dispiacere.
Niente ci fa più piacere dei dispiaceri dei nostri nemici.
Le cose buone ci dispiacciono, quando non ne siamo all'altezza.
Quando arrivano i dispiaceri, non arrivano come singole spie, ma in battaglioni.
La mia fantasia è inceppata: ho bisogno di un piccolo dispiacere.