Gli intellettuali. Questo risibile quinto stato.- Giorgio Manganelli
Gli intellettuali. Questo risibile quinto stato.
Tentiamo una definizione: lo scrittore è colui che è sommamente, eroicamente incompetente di letteratura.
E' di quegli uomini che vengono rassicurati dal nulla.
Letteratura. Quando getta via la propria anima trova il proprio destino.
Già il fatto che un libro sia un romanzo non depone a suo favore, è un connotato lievemente losco, come i berretti dei ladruncoli, i molli feltri dei killers, gli impermeabili delle spie.
Un lettore professionista è in primo luogo chi sa quali libri non leggere.
Il mondo intellettuale si divide in due classi: da una parte i dilettanti, dall'altra i pedanti.
Gli intellettuali sono divisi su tutto, ma uniti dalla cretineria.
Il compito degli intellettuali è quello di ricercare la verità in mezzo all'errore.
Il diluvio di giornali, tutti i libri pubblicati anno per anno dagli intellettuali, scivolano sui milioni di uomini dei ceti inferiori come l'acqua sul cuoio unto d'olio.
Gli intellettuali sono destinati a sparire con l'avvento dell'Intelligenza Artificiale com'è avvenuto per gli eroi del cinema muto con l'invenzione del sonoro. Siamo tutti dei Buster Keaton.
Comunque agisca, l'intellettuale sbaglia.
L'intellettuale è come il bambino della favola, che rivela all'imperatore la sua nudità.
Gli intellettuali non risolvono le crisi, ma le creano.
Un intellettuale è un uomo la cui mente osserva sé stessa.