Gli intellettuali. Questo risibile quinto stato.- Giorgio Manganelli
Gli intellettuali. Questo risibile quinto stato.
Nella nostra cultura noi non riusciamo a pensare al paradiso, per il momento, se non come una variante particolarmente luminosa del nulla.
Lo scrittore sceglie in primo luogo di essere inutile.
Lo scrittore deve adescare, non deve raccontare niente, non ha nessun compito di trasmettere verità.
Serve a qualcosa il paradiso? o la sua perfezione include l'inutilità?
Non c'è al mondo oggetto librario più fascinoso, seducente, innamorativo di una Enciclopedia.
Un intellettuale è un uomo la cui mente osserva sé stessa.
Gli intellettuali sono come la mafia: si uccidono tra di loro.
L'intellettuale è come il bambino della favola, che rivela all'imperatore la sua nudità.
Il mondo intellettuale si divide in due classi: da una parte i dilettanti, dall'altra i pedanti.
Gli intellettuali sono divisi su tutto, ma uniti dalla cretineria.
Le cose sarebbero chiarissime se gli intellettuali non le spiegassero.
L'intellettuale è un signore che fa rilegare i libri che non ha letto.
Gli intellettuali non risolvono le crisi, ma le creano.
L'intellettuale è uno la cui mente si osserva.