Che cos'è il piacere, se non un dolore straordinariamente dolce.- Heinrich Heine
Che cos'è il piacere, se non un dolore straordinariamente dolce.
Chi nella vita non fu mai folle, non fu mai savio.
È il genio, come una perla nell'ostrica, solo una splendida malattia?
Dovunque si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini.
Dio mi perdonerà: è il suo mestiere.
Un libro, come un bambino, ha bisogno di tempo per nascere. I libri scritti in fretta mi ispirano diffidenza nei confronti dell'autore. Una donna per bene non dà alla luce un figlio prima dei nove mesi di rito.
L'attrazione nasce da un dolore profondo, non dalla rivalsa di tante donne di oggi decise a restare giovani.
Chiunque noi siamo, e qualunque cosa possediamo il dolore ch'è essenza della vita non si lascia rimuovere.
La musica mi trasporta in un mondo in cui il dolore non smette di esistere, ma si allarga, si placa, diventa insieme più calmo e più profondo, come un torrente che si trasforma in lago.
Le lacrime non sono espresse dal dolore, ma dalla sua storia.
Dimmi il tuo rapporto con il dolore e ti dirò chi sei!
Il dolore è il modo con cui il corpo si sbarazza della debolezza.
Ho provato ad affogare i miei dolori, ma hanno imparato a nuotare.
Il dolore non esiste per chi s'innalza verso l'ora triste con la forza d'un cuore sempre giovine.
Il limite estremo della grandezza dei piaceri è la rimozione di tutto il dolore. Dove sia il piacere, e per tutto il tempo che vi sia, non vi è posto per dolore fisico, o dell'anima, o per l'uno e l'altro insieme.
Se il vero dolore consistesse in uno schiaffo...