Che cos'è il piacere, se non un dolore straordinariamente dolce.- Heinrich Heine
Che cos'è il piacere, se non un dolore straordinariamente dolce.
L'esperienza è una buona scuola. Ma le sue rette sono più alte.
Dovunque si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini.
È il genio, come una perla nell'ostrica, solo una splendida malattia?
Ognuno dovrebbe perdonare i propri nemici, ma non prima che questi siano impiccati.
È dolce quello che tu mi dici, ma più dolce è il bacio che ho rubato alla tua bocca.
Tu puoi tenerti lontano dai dolori del mondo, sei libero di farlo e risponde alla tua natura, ma forse proprio questa tua astensione è l'unico dolore che potresti evitare.
Non c'è dolore più grande della perdita della terra natia.
Dolore. Stato d'animo particolare che può essere di origine fisiologica, se il corpo subisce qualche malanno, o psicologica, se ci tocca assistere alla fortuna di qualcun altro.
Pace, pace una volta al mio tormento, Stanco di più patir, dai suoi legami Fugge il mio spirto, e si dilegua al vento.
Cosa resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani? Niente, neppure una reminiscenza. Il peggio, una volta sperimentato, si riduce col tempo a un risolino di stupore, stupore di essercela presa per così poco.
Dove non c'è vergogna è un dolore pulito.
Il tormento, per alcuni, è una necessità, un bisogno, un appetito, un compiacimento.
Il dolore è il modo con cui il corpo si sbarazza della debolezza.
Se del dolore in se stesso non si è avuta già perfetta conoscenza in principio, come si potrà essa avere successivamente?
Abbandona l'ira, trascura l'orgoglio, passa oltre ogni vincolo: nessun dolore tocca l'uomo distaccato da nome e forma, e che non possiede nulla.