Leggere significa affrontare qualcosa che sta proprio cominciando a esistere.- Italo Calvino
Leggere significa affrontare qualcosa che sta proprio cominciando a esistere.
Il comunismo è che se entri in una casa e mangiano della minestra, ti diano della minestra, anche se sei stagnino, e se mangiano del panettone, a Natale, ti diano del panettone. Ecco cos'è il comunismo.
Di fatto, ogni silenzio consiste nella rete di rumori minuti che l'avvolge: il silenzio dell'isola si staccava da quello del calmo mare circostante perché era percorso da fruscii vegetali, da versi d'uccelli o da un improvviso frullo d'ali.
Beati quelli il cui atteggiamento verso la realtà è dettato da immutabili ragioni interiori!
D'un classico ogni rilettura è una lettura di scoperta come la prima.
C'è la speranza che un giorno ci sia un mondo migliore, senza più prigioni.
Leggere è sognare per mano altrui.
Leggere è un'attività successiva a quella di scrivere: più rassegnata, più civile, più intellettuale.
La lettura ci insegna ad accrescere il valore della vita, valore che non abbiamo saputo apprezzare e della cui grandezza solo grazie al libro ci rendiamo conto.
Non serve rimpiangere quel che non si è letto, o inseguirlo insensatamente e con immane fatica: quello che non si è letto non era stato scritto per noi.
Ci sono effettivamente molti che leggono per non dover pensare.
La lettura tende con gli anni a diventare una specie di doppio dell'esistenza, anzi, un concentrato di esistenza raramente eguagliato, per intensità, nell'ordinario scorrere delle giornate.
La lettura è un atto necessariamente individuale molto più bello dello scrivere.
Leggo per legittima difesa.
La lettura di un libro, che meriti d'essere letto, dovrebb'essere una specie di copula, non soltanto piacevole, ma anche feconda.
Rileggere. Si usa per i classici che si leggono la prima volta.