I generali non sanno che le battaglia le vincono gli storici.- Leo Longanesi
I generali non sanno che le battaglia le vincono gli storici.
Roma è un sogno che la Chiesa tenacemente custodisce.
Cielo chiaro, sole splendente; se non piove, siamo tutti ottimisti.
Non credeva in Dio, credeva nella comodità di credere in Dio.
La libertà tende all'obesità.
I ricordi si interpretano come i sogni.
Il momento della vittoria è troppo breve per vivere solo di quello e niente altro.
La volontà di conquista è la prima condizione della vittoria.
Non si può giocare davvero a nessun gioco se si sa in anticipo di vincere sempre.
Coloro che sanno vincere sono molto più numerosi di quelli che sanno fare buon uso della vittoria.
Nei giorni che seguirono la vittoria, non hanno saccheggiato Parigi, ma hanno rispettato Dio nelle sue Chiese e nei suoi sacerdoti. Il popolo si è convinto di avere più alleati tra padri e fratelli della dottrina cristiana che fra giornalisti e avvocati.
Sono giunta a realizzare che la gioia proveniente dalle piccole vittorie è preferibile al divertimento che viene dalla ricerca del piacere.
Nella lotta, si conosce il soldato; solo nella Vittoria, si conosce il cavaliere.
È solo il combattimento che ci compiace, non la vittoria.
La vittoria ha molti padri, la sconfitta è orfana.
Non è tanto importante chi inizia il gioco ma chi lo finisce.