I generali non sanno che le battaglia le vincono gli storici.- Leo Longanesi
I generali non sanno che le battaglia le vincono gli storici.
La noia segue l'ordine e precede le bufere.
La mia fantasia è inceppata: ho bisogno di un piccolo dispiacere.
Sotto ogni italiano si nasconde un Cagliostro e un San Francesco.
La chiarezza è impegnativa, e non bisogna mai impegnarsi troppo. Se le religioni fossero molto chiare perderebbero, coll'andar del tempo, i credenti.
In battaglia tutto ciò che è necessario per farti combattere è un po' di sangue caldo e sapere che perdere è più pericoloso che vincere.
Noi siamo impegnati in un gioco che non possiamo vincere. Alcuni fallimenti sono migliori di altri, questo è tutto.
Presenza d'animo e valore nelle avversità, valgono a conquistare la vittoria più di un esercito.
La forza conquista tutto, ma le sue vittorie hanno vita breve.
Essere d'accordo su un compromesso dà al perdente l'illusione di avere vinto.
Non si può giocare davvero a nessun gioco se si sa in anticipo di vincere sempre.
Non da ogni palma della vittoria nascono noci di cocco.
Il talento ti fa vincere una partita. L'intelligenza e il lavoro di squadra ti fanno vincere un campionato.
I perdenti hanno tonnellate di varianti. I campioni hanno il vanto di imparare a battere gli stessi vecchi noiosi colpi vincenti.
Sono drogato. Drogato di vittoria. In questo momento sono totalmente dipendente dal successo: corro, vinco e dunque vivo.