Il professore di lingue morte si suicidò per parlare le lingue che sapeva.- Leo Longanesi
Il professore di lingue morte si suicidò per parlare le lingue che sapeva.
C'è una sola grande moda: la giovinezza.
L'italiano: totalitario in cucina, democratico in Parlamento, cattolico a letto, comunista in fabbrica.
Il facile è difficilissimo. Il semplice è complicatissimo.
La nostra ricchezza è il disordine, che poi è anche la nostra miseria.
Ci si conserva onesti il tempo necessario che basta per poter accusare gli avversari e prendergli il posto.
Linguista. Persona che sa teorizzare sulle lingue degli altri assai più di quanto sappia usare la sua.
Ci fu data la lingua, sì, per parlare; ma anche i denti per tenerla assiepata.
La lingua, come la realtà, è vendicativa: o la pensi o sei pensato. E se sei pensato, sei fritto.
La lingua batte dove la mente duole.
La correttezza della lingua è la premessa della chiarezza morale e dell'onestà.
È segno non mediocre di amare la patria coltivare la favella materna: le nazioni si distinguono dalla lingua.
La lingua è la veste del pensiero.
Poiché i nostri pensieri sono fatui, la lingua diventa sgradevole e sciatta, ma la trascuratezza della lingua favorisce a sua volta la tendenza ad avere fatui pensieri.
Una lingua che non si evolve e rifiuta ogni apporto esterno, è una lingua morta. Ma se si evolve e cambia troppo rapidamente, accettando dall'estero tutto, brillanti e spazzatura, rischia di perdere la sua individualità, e di morire per altra via.
La lingua è causa di molti mali.