Una persona diventa moralista prima che un altro diventi infelice.- Marcel Proust
Una persona diventa moralista prima che un altro diventi infelice.
Qualsiasi essere amato anzi, in una certa misura qualsiasi essere è per noi simile a Giano: se ci abbandona, ci presenta la faccia che ci attira; se lo sappiamo a nostra perpetua disposizione, la faccia che ci annoia.
Il solo vero viaggio, la sola immersione nella giovinezza lo si farebbe non con l'andare verso nuovi paesaggi, ma con l'avere occhi diversi.
Non si può insegnare la saggezza. Dovremo scoprirla da soli nel corso di un viaggio che nessuno potrà intraprendere in nostra vece, con uno sforzo che nessuno potrà lesinarci.
A volte per i morti si fanno cose che non si sarebbero fatte per i vivi.
La morale è la fantasia.
L'onestà è lo stato allotropico della morale.
Le aspirazioni della morale della modernità a un'universalità affrancata da qualsiasi particolarità è un'illusione.
Ogni moralità trae la sua origine dalla religione, perché la religione è soltanto la formula della moralità.
La ferocia dei moralisti è superata soltanto dalla loro profonda stupidità.
Si diventa morali non appena si è infelici.
La morale comincia quando la libertà, invece di autogiustificarsi, si sente arbitraria e violenta.
Le donne rappresentano il trionfo della materia sullo spirito; gli uomini rappresentano il trionfo dell'intelletto sulla morale.
Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana.
Il più grande moralista dei tempi moderni è stato senza dubbio Jean Jacques Rousseau, il conoscitore profondo del cuore umano, che attingeva la sua saggezza non nei libri ma nella vita, e che destinava la sua dottrina non alla cattedra, ma all'umanità.