Ateo. Uno che crede nell'al di qua.- Marcello Marchesi
Ateo. Uno che crede nell'al di qua.
Dio t'assista, senza apostrofo, è una bestemmia?
L'uomo fa dei movimenti inutili. Per questo è superiore alla macchina.
Niente di più eccitante che passare da stupido agli occhi di un cretino. Sapendolo.
L'innocente è sempre colpevole di avere, con il suo maldestro comportamento, indotto la giustizia in errore.
Dio, dammi un assegno della tua presenza.
Né la scienza né la logica permettono di concludere che Dio non esiste. Nessun ateo può quindi illudersi di essere più logico e più scientifico di colui che crede. Chi sceglie l'ateismo fa quindi un atto di fede: nel nulla. Credere in Dio è più logico e più scientifico che credere nel nulla.
Di notte un ateo crede quasi in un Dio.
Tutti gli uomini che pensano sono atei.
L'ateo afferma di non potere credere in Dio per rigore logico. D'altronde l'ateo conosce un solo tipo di rigore logico: quello che opera nell'immanente. Ma il rigore logico nell'immanente non riesce a dimostrare che Dio non esiste. Ecco l'antinomia dell'ateismo.
Quale insidiosa ed astuta insinuazione nella parola 'ateismo'! Come se il teismo fosse la cosa più naturale del mondo.
Se Dio fosse visibile, l'ateismo diventerebbe una fede.
È molto più difficile non credere che credere in Dio, i veri atei sono quasi introvabili.
Anche un ateo può essere in buona fede.
Gli atei devono dire cose perfettamente chiare. Ora, non è affatto chiaro che l'anima sia materiale.
La prossima volta che nasco ateo, lo faccio in un paese dove quelli che credono in Dio credono in un Dio felice.