Ateo. Uno che crede nell'al di qua.- Marcello Marchesi
Ateo. Uno che crede nell'al di qua.
Moralista: Compra i libri per strapparne le pagine oscene. Gli costa un po' ma gli fa bene.
Due parallele si incontrano all'infinito, quando ormai non gliene frega più niente.
Era avarissimo: quando dava la mano porgeva solo due dita.
Vivi e lascia convivere.
La superbia andò a cavallo e tornò in yacht.
Di notte un ateo crede quasi in un Dio.
Gli atei devono dire cose perfettamente chiare. Ora, non è affatto chiaro che l'anima sia materiale.
L'ateismo non è una fede, e non fa opera di sconversione. Rivendica soltanto, cristianamente, di poter dare alla ragione ciò che è della ragione. E non dimentica, volterrianamente, che bisogna coltivare anche il proprio giardino, e non soltanto quello dell'Eden.
L'occhio e l'ala di farfalla bastano per annientare un ateo.
Gli atei fanatici sono come schiavi che ancora sentono il peso delle catene dalle quali si sono liberati dopo una lunga lotta. Essi sono creature che - nel loro rancore contro le religioni tradizionali come "oppio delle masse" - non possono sentire la musica delle sfere.
Irreligiosità (s.f.). La più diffusa fra tutte le grandi religioni della terra.
La lode più alta a Dio è nella negazione dell'ateo che ritiene la creazione tanto perfetta da poter fare a meno di un creatore.
Dio è ateo.
L'ateo afferma di non potere credere in Dio per rigore logico. D'altronde l'ateo conosce un solo tipo di rigore logico: quello che opera nell'immanente. Ma il rigore logico nell'immanente non riesce a dimostrare che Dio non esiste. Ecco l'antinomia dell'ateismo.