Con il talento si vincono le partite, ma è solo con il gioco di squadra che si vincono i campionati.- Matteo Renzi
Con il talento si vincono le partite, ma è solo con il gioco di squadra che si vincono i campionati.
Noi vogliamo che il governo arrivi alla fine del proprio percorso con convinzione e saremo i più leali a dare una mano al tentativo di Enrico Letta.
I giovani non hanno bisogno di prediche ma di esempi di coerenza, onestà e altruismo.
Il governo Letta deve lavorare per tutto il 2014.
Firenze è stata la città dei guelfi e dei ghibellini. Ma poi i guelfi, tanto per star tranquilli, si divisero pure in bianchi e neri. Io sono un fiorentino vero, non uno che fa il salto della quaglia come Lamberto Dini. Voglio curare Firenze come si merita e non sono in vendita.
Il compito della politica non è fare le manifestazioni ma cambiare le cose.
Il solo tipo di battaglie degne di essere combattute sono quelle che andrai a perdere perché qualcuno deve combatterle e perderle e perderle e perderle fino a che un giorno qualcuno che crede come tu stai credendo le vince.
La vittoria per me è non mollare, non importa cosa mi piove addosso, posso farcela, posso continuare.
Vi è una qualità che dobbiamo possedere per vincere la corsa: la chiarezza di intenti, la conoscenza di ciò che si desidera e il desiderio ardente di possederlo.
In guerra non ci sono sostituti della vittoria.
L'impotenza induce la disperazione, e la storia attesta che è la mancanza di speranza e non la perdita di vite quello che decide la sorte della guerra.
Vincere non è importante: è la sola cosa che conti.
La guerra è una serie di sconfitte che culminano in una vittoria.
Il giorno in cui smetti di correre, è il giorno in cui vinci la gara.
La vittoria ottenuta con la violenza è equivalente alla sconfitta, perché è momentanea.
Può essere un eroe sia quello che trionfa sia quello che soccombe, ma mai quello che abbandona il combattimento.