Chi è morto non sente nessun male: se lo sente non è morto.- Lucio Anneo Seneca
Chi è morto non sente nessun male: se lo sente non è morto.
Le nostre malattie sono nuove, come nuovo è il nostro genere di vita.
Chi entra in casa nostra ammiri noi piuttosto che le nostre suppellettili.
Le ricchezze sono al servizio del saggio, allo sciocco comandano.
L'ira è bramosa di punire, e non è affatto conforme alla natura dell'uomo che una tal brama egli nutra nel suo cuore mansueto. La vita dell'uomo si fonda sulle buone azioni e sulla concordia, ed è spinta al patto di comune aiuto non dalla paura ma dall'amore reciproco.
Moriamo peggiori di quando siamo nati. La colpa è nostra, non della natura.
Nessun male può accadere ad un uomo giusto, sia durante la vita che dopo la morte.
Il male vince sempre grazie agli uomini dabbene che trae in inganno; e in ogni età si è avuta un'alleanza disastrosa tra abnorme ingenuità e abnorme peccato.
L'erbaccia è una pianta di cui non sono state ancora scoperte le virtù.
A chi tende a far male non mancheranno mai occasioni.
Siccome Dio poteva creare una libertà che non consentisse il male ne viene che il male l'ha voluto lui. Ma il male lo offende. È quindi un banale caso di masochismo.
C'è chi non ha mai fatto male solo perché non ne ha avuta l'occasione.
Chi si rallegra del male altrui, non troverà chi compianga il suo.
Tutti i mali sono uguali quando sono estremi.
Una lingua tagliente è l'unico strumento acuminato che migliora con l'uso costante.
Quando straripiamo sul male più che non appoggiamo sul bene, quella parte di noi che è sospesa sulla colpa finisce col vincere e precipita.