Chi è morto non sente nessun male: se lo sente non è morto.- Lucio Anneo Seneca
Chi è morto non sente nessun male: se lo sente non è morto.
Il fuoco è la prova dell'oro, la sventura quella dell'uomo forte.
L'ozio senza il conforto delle lettere è morte e sepoltura di un uomo vivo.
La volontà non si impara.
Se vuoi rendere ricca una persona, non devi aumentargli i beni, ma diminuirne i desideri.
Anche la vita, se manca il coraggio di morire, è una schiavitù.
Mai si fa il male così a fondo e così allegramente quando lo si fa per obbligo di coscienza.
Quel che un'epoca sente come male, è di solito un contraccolpo inattuale di ciò che una volta fu sentito come bene, l'atavismo di un più antico ideale.
Peggio che il non aver pietà dei mali altrui, l'impietosire sui propri mali.
Nessun uomo sceglie il male perché è il male, lo scambia solo per la felicità, per il bene che cerca.
Il filosofo rimane confuso, vedendo quanti mali bisogna tollerare, e quanti talvolta favorire, perché il male non cresca fuor di misura.
In ciascuno di noi vi è un istinto di male. Anzi, il bene e il male vivono accumunati e indistinti nello spirito nostro.
Quando a un cristiano capita qualche cosa di male, tutti intorno a volersene profittare come cani!
Chi è risoluto a fare del male, trova sempre il pretesto.
Una mela fradicia guasta tutte le altre.
Ecco una delle cause dei nostri mali: viviamo imitando il prossimo e non ci facciamo regolare dalla ragione, ma trascinare dall'abitudine.