Dire noi ed intendere io è una delle offese più raffinate.- Theodor Adorno
Dire noi ed intendere io è una delle offese più raffinate.
In molti individui appare già come una sfrontatezza che abbiano il coraggio di pronunciare la parola "io".
Comunque agisca, l'intellettuale sbaglia.
Un matrimonio dignitoso sarebbe solo quello in cui l'uno e l'altro avessero una vita indipendente, senza la fusione prodotta dalla comunità d'interessi che è imposta dalla necessità economica, e si assumessero in perfetta libertà la responsabilità l'uno dell'altro.
Anche l'uomo più miserabile è in grado di scoprire le debolezze del più degno, anche il più stupido è in grado di scoprire gli errori del più saggio.
Gli uomini celebri sono sempre di cattivo umore. Si trasformano in articoli di mercato, diventano estranei e incomprensibili a se stessi e immagini viventi di sé tali e quali come morti.
A viver tranquilli nella società degli uomini, bisogna astenersi non solo dall'offendere chi non ci offende, cosa ordinaria; ma eziandio, cosa rarissima, dal procurare che altri ci offenda.
Si perdonano coloro che ci hanno offeso perché così il conto torna: un'offesa ciascuno. Ma quest'ultima è mortale.
Se non incontri mai qualcosa che ti offende, significa che non vivi in una società libera.
Ama chi offende, ma detesta l'offesa.
Di solito l'offeso ripaga con la stessa moneta.
Le ingiurie sono molto umilianti per chi le dice, quando non riescono ad umiliare chi le riceve.
Se vuoi offendere un avversario, lodalo a gran voce per le qualità che gli mancano.
Un buon rimedio alle offese è dimenticare.
Sopprimi l'opinione e sopprimerai il "sono stato offeso"; sopprimi il "sono stato offeso" e sopprimerai l'offesa.
Chi altri offende, sé non sicura.