Il gran nemico dell'umane genti.- Torquato Tasso
Il gran nemico dell'umane genti.
Ché fortuna qua già varia a vicenda mandandoci venture or triste or buone, ed a i voli troppo alti e repentini sogliono i precipizi esser vicini.
È 'l sonno, ozio de l'alme, oblio de' mali.
Combatta qui chi di campar desia: la via d'onor de la salute è via.
Dolce è l'ira in aspettar vendetta.
Nulla fa chi troppe cose pensa.
Il nemico si comporta come una donna, poiché suo malgrado, è debole e vuole sembrar forte.
Niente giustifica la tristezza: soltanto il diavolo ha ragioni per essere triste.
Il diavolo entra in casa quando meno te l'aspetti l'insoddisfazione arriva anche se c'hai i figli perfetti.
Il demonio è come una lima sorda che bisogna sorprendere fin dal principio.
Penso che se il diavolo non esiste, ma l'ha creato l'uomo, l'ha creato a sua immagine e somiglianza.
L'uomo separato dagli altri è già ingoiato da satana. La nostra gioia vince questa morte spaventosa.
Dio fece il cibo, ma certo il diavolo fece i cuochi.
Abbiamo fatto il lavoro del diavolo.
Il diavolo ha per Dio le prospettive più ampie, per questo si tiene lontano da lui il diavolo, cioè il più antico amico della conoscenza.
Se il diavolo non me l'avesse ispirato, non l'avrei mai commesso! disse l'uomo. Ma il diavolo rispose. Se non ci fosse nessun uomo che mettesse in corso le mie fantasticherie, non sarei diavolo, ma sempre l'angelo di una volta.