Scrivere un libro senza preoccuparsi della sua sopravvivenza sarebbe da imbecilli.- Umberto Eco
Scrivere un libro senza preoccuparsi della sua sopravvivenza sarebbe da imbecilli.
L'assenza è all'amore come il vento al fuoco: spegne il piccolo, fa avvampare il grande.
Non sono le notizie che fanno il giornale, ma il giornale che fa le notizie.
Quando entra in gioco il possesso delle cose terrene, è difficile che gli uomini ragionino secondo giustizia.
Quando il terrorismo perde, non solo non fa la rivoluzione ma agisce come elemento di conservazione, ovvero di rallentamento dei processi di cambiamento.
Si possono dire le cose sbagliate, basta che le ragioni siano giuste.
Spesso nella tua vita tu troverai che un libro è il migliore amico di un uomo.
Un uomo che legge dovrebbe essere un uomo intensamente vivo. Il libro dovrebbe essere una palla di luce nelle sue mani.
Certi libri costituiscono un tesoro, un fondamento; letti una volta, vi serviranno per il resto della vita.
Mai imprestar libri, non uno fa ritorno; i soli che ho in biblioteca sono quelli che altri mi hanno imprestato.
Se vuoi che qualcuno legga un libro, digli che è sopravvalutato.
Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.
Insegna l'adagio latino che bisogna guardarsi dall'uomo di un solo libro, ed ha ragione; ma bisogna anche guardarsi un qualche po' dall'uomo di troppi libri.
I libri sono cose già pensate, già fatte, già dette, che tu devi elaborare, fare tue. Il tuo interlocutore di carta è sempre gentile, paziente, non ti lascia mai a metà strada. È una persona che ti chiede di ascoltarlo, con il quale puoi fare dei viaggi meravigliosi.
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica.
I nemici dei buoni libri e del buon gusto non sono comunque coloro che disprezzano i libri, ma chi legge di tutto.