Scrivere un libro senza preoccuparsi della sua sopravvivenza sarebbe da imbecilli.- Umberto Eco
Scrivere un libro senza preoccuparsi della sua sopravvivenza sarebbe da imbecilli.
La filosofia è sempre una forma di alto dilettantismo, in cui qualcuno, per tanto che abbia letto, parla sempre di cose su cui non si è preparato abbastanza.
La stampa deve diventare sempre più storiografia dell'istante.
Credo che si diventi quel che nostro padre ci ha insegnato nei tempi morti, mentre non si preoccupava di educarci. Ci si forma su scarti di saggezza.
Democrazia è anche accettare una dose sopportabile di ingiustizia per evitare ingiustizie maggiori.
La giustizia non è mossa dalla fretta... e quella di Dio ha secoli a disposizione.
L'unica opera grande e perfetta è quella che non si sogna mai di realizzare.
Si pubblicano libri con caratteri sempre più piccoli. Immagino la fine della letteratura: a poco a poco, senza che nessuno se ne accorga, i caratteri rimpiccioliranno fino a diventare completamente invisibili.
Un buon libro rende migliore colui che l'ha scritto.
Non leggere più nessun libro che sia nato e sia stato battezzato nello stesso tempo.
I libri potenti si ricordano come se fossero d'una pagina sola.
Ammiro il libro che mi obbliga a leggerlo.
I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: "Sto rileggendo..." e mai "Sto leggendo...".
Non esiste programma di vacanza più bello che proporsi di non leggere neppure un rigo, e dopo, niente di più piacevole che, al momento opportuno e con un libro veramente attraente, tradire il bel programma.
La cenere del passato ha la sua fenice, il libro.
I libri non servono per sapere ma per pensare, e pensare significa sottrarsi all'adesione acritica per aprirsi alla domanda, significa interrogare le cose al di là del loro significato abituale reso stabile dalla pigrizia dell'abitudine.