Scrivere un libro senza preoccuparsi della sua sopravvivenza sarebbe da imbecilli.- Umberto Eco
Scrivere un libro senza preoccuparsi della sua sopravvivenza sarebbe da imbecilli.
Le opere letterarie ci invitano alla libertà dell'interpretazione, perché ci propongono un discorso dai molti piani di lettura e ci pongono di fronte alle ambiguità e del linguaggio e della vita.
Tutti possono dire cose sbagliate, basta che le ragioni siano giuste.
Un romanzo è una macchina per generare interpretazioni.
Franti ride perché è cattivo ? pensa Enrico ? ma di fatto pare cattivo perché ride.
Poiché nessuno pensa che le sue sventure possano essere attribuite a una sua pochezza, ecco che dovrà individuare un colpevole.
I libri sono per loro natura strumenti democratici e critici: sono molti, spesso si contraddicono, consentono di scegliere e di ragionare. Anche per questo sono sempre stati avversati dal pensiero teocratico, censurati, proibiti, non di rado bruciati sul rogo insieme ai loro autori.
Il libro che per primo meriterebbe di essere proibito è il catalogo dei libri proibiti.
Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.
Spesso nella tua vita tu troverai che un libro è il migliore amico di un uomo.
Il libro non è un ente chiuso alla comunicazione: è una relazione, è un asse di innumerevoli relazioni.
Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.
I libri sono cose già pensate, già fatte, già dette, che tu devi elaborare, fare tue. Il tuo interlocutore di carta è sempre gentile, paziente, non ti lascia mai a metà strada. È una persona che ti chiede di ascoltarlo, con il quale puoi fare dei viaggi meravigliosi.
C'è gente tanto brava da scrivere due libri contemporaneamente: il primo e l'ultimo.
I libri non sostituiscono la vita, ma neppure la vita sostituisce i libri.
Di libri basta uno per volta, quando non è d'avanzo.