Scrivere un libro senza preoccuparsi della sua sopravvivenza sarebbe da imbecilli.- Umberto Eco
Scrivere un libro senza preoccuparsi della sua sopravvivenza sarebbe da imbecilli.
Il vero è tanto più gradito quanto sia ispido di difficoltà, e più stimata è la rivelazione che assai ci sia costata.
Si deve smantellare la serietà degli avversari con il riso, e il riso avversare con la serietà.
Spesso sono gli inquisitori a creare gli eretici.
Penso che a una certa età, diciamo intorno ai quindici o sedici anni, la poesia è come la masturbazione. Ma più tardi nella vita i buoni poeti bruciano le loro prime poesie, e i cattivi poeti le pubblicano. Per fortuna ho rinunciato piuttosto rapidamente.
Il giornalista è uno storico del presente, ma non sempre i buoni libri di storia si scrivono in un giorno, spesse volte in un'ora, spesse volte in un minuto.
Se un libro non dà piacere a rileggerlo infinite volte, tanto vale non leggerlo affatto.
La cenere del passato ha la sua fenice, il libro.
I veri libri devono essere figli non della luce e delle chiacchere ma dell'oscurità e del silenzio.
Un buon libro è quello che viene aperto con trepidazione e chiuso con profitto.
La fraternità con i libri è forse la più alta forma di vita sociale.
Deve essere assolutamente facile dire in mezz'ora se un libro vale qualcosa o non vale niente. Dieci minuti bastano, se uno ha istinto per la forma.
I libri sono di chi li legge.
Si scrive soltanto una metà del libro, dell'altra metà si deve occupare il lettore.
Ogni libro che aprite ha la sua o le sue lezioni da offrirvi, e abbastanza spesso i libri brutti hanno da insegnarvi di più di quelli belli.
Mai imprestar libri, non uno fa ritorno; i soli che ho in biblioteca sono quelli che altri mi hanno imprestato.