poeta, scrittore e aforista portoghese
La morte è la curva della strada, morire è solo non essere visto.
La vita è un male degno di essere vissuto.
Noi non ci realizziamo mai. Siamo due abissi, un pozzo che fissa il cielo.
Tutto è imperfetto, non c'è tramonto così bello da non poterlo essere di più.
Non c'è nostalgia più dolorosa di quella delle cose che non sono mai state!
Felice è colui che dalla vita non esige più di quello che essa spontaneamente gli offre, facendosi guidare dall'istinto dei gatti, che cercano il sole quando c'è il sole e quando non c'è il sole, il caldo, dovunque esso sia.
La mia anima è una misteriosa orchestra, non so quali strumenti suoni e strida dentro di me: corde, arpe, timpani e tamburi. Mi conosco come una sinfonia.
Tutto vale la pena se l'anima non è angusta.
Vivere è morire, perché non abbiamo un giorno in più nella nostra vita senza avere, al contempo, un giorno in meno.
Vivere è non pensare.
Tutto è noi, e noi siamo tutto; ma questo a cosa serve, se tutto è niente?
L'amore è uno scampolo mortale di immortalità.
Non ci sono norme. Tutti gli uomini sono eccezioni a una regola che non esiste.
L'uomo non sa più degli altri animali; ne sa di meno. Essi sanno quello che devono sapere. Noi no.
È nobile essere timido, illustre non saper agire, grande non avere attitudine alla vita.
Non apprezza la libertà chi non ha mai conosciuto la costrizione.
Non il piacere, non la gloria, non il potere: la libertà, unicamente la libertà.
La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.
È molto meglio non agire piuttosto che agire inutilmente, frammentariamente, insufficientemente, come fa l'innumerevole superflua inane maggioranza degli uomini.
I sogni ce l'hanno tutti: ciò che ci differenzia è l'intensità per raggiungerli o il destino che li raggiunge per noi.