Il presente si degrada, prima in storia, poi in nostalgia.- Alain de Botton
Il presente si degrada, prima in storia, poi in nostalgia.
L'architettura, anche quella più compiuta, costituirà sempre solo una debole e imperfetta protesta contro lo stato delle cose.
Se anche l'architettura possiede un contenuto morale, le manca il potere di farlo valere. Offre suggerimenti invece di promulgare leggi. Ci invita a emulare il suo spirito non ce lo impone, e non può impedire che se ne abusi.
Per noi costruire è come scrivere: serve a preservare ciò che ci sta a cuore.
Senza venerare alcun dio, un elemento di architettura domestica, non meno di una moschea o di una cappella, può aiutarci a ricordare chi siamo davvero.
La nostalgia è la sofferenza provocata dal desiderio inappagato di ritornare.
La nostalgia non intensifica l'attività della memoria, non risveglia ricordi, basta a se stessa, alla propria emozione, assorbita com'è dalla sofferenza.
È uno strano dolore morire di nostalgia per una cosa che non vivrai mai.
Mi è sempre sembrato che ci sia una parte di slealtà nella nostalgia, come quando dopo che è successo qualcosa, qualcuno dice "te l'avevo detto" o "lo sapevo", e non è mai vero e non aveva detto e non sapeva niente prima che succedesse.
Nostalgico. Dicesi di chi si trova all'estero senza una lira.
La nostalgia dipinge un sorriso sul volto di pietra del passato.
Chi crede in Dio è abitato da una sottile ma insopprimibile nostalgia. Nostalgia per le promesse che la vita contiene e che essa da sé non realizzerà mai.
Non c'è nostalgia più dolorosa di quella delle cose che non sono mai state!
Il paese della nostra nostalgia è invece il normale, il decoroso, l'amabile, è la vita nella sua seducente banalità.