Plagio. Coincidenza letteraria composta da una prima messa in dubbio e da una onorevole posterità.- Ambrose Bierce
Plagio. Coincidenza letteraria composta da una prima messa in dubbio e da una onorevole posterità.
Riso. Convulsione interna che altera i lineamenti del viso ed è accompagnata da suoni inarticolati. È infettivo e, seppure intermittente, incurabile.
Violino. Strumento per infastidire le orecchie umane con la frizione esercitata da una coda di cavallo sulle viscere di un gatto.
Notorietà. La fama del nostro rivale nella corsa ai pubblici onori. Il genere di celebrità più accessibile e soddisfacente per i mediocri. Una scala di Giacobbe che conduce al palcoscenico del "vaudeville", con angeli che salgono e scendono.
L'amicizia è una delle più notevoli qualità dell'uomo quando è in una posizione inattaccabile.
Voto. Simbolo e strumento della facoltà che ha ogni libero cittadino di dimostrarsi uno sciocco e di rovinare il proprio paese.
Vuoi plagiare senza essere scoperto? Plagia i capolavori.
Il furto letterario si chiama plagio o cultura.
Plagiare. Riprendere concetti o stile da un altro scrittore che non si è mai assolutamente letto.
Le accuse di plagio provengono o dalle sottili e incolori labbra dell'impotenza o dalle bocche grottesche di coloro che, non possedendo niente di proprio, s'illudono di farsi passare per ricchi gridando "al ladro!".
Il plagio è un atto di omaggio. Chi copia ammira.
Plagiarsi da soli significa avere stile.
Anche in arte il povero non può prendere niente al ricco; mentre il ricco può prendere tutto al povero.
Il plagio è la base di tutte le letterature, eccettuata la prima, peraltro ignota.
Libro pieno di citazioni virgolettate. Il vero scrittore mira invece a rubare senza farsi beccare.