Un avaro non può mai essere virtuoso.- Antistene
Un avaro non può mai essere virtuoso.
Osserva i tuoi nemici, perché scopriranno per primi i tuoi punti deboli.
Bisogna badare ai nemici, perché sono i primi a notare i nostri errori.
Come la ruggine consuma il ferro, così la invidia consuma gli invidiosi.
Non si deve far smettere chi contraddice contraddicendolo, ma bisogna convincerlo: neppure il pazzo infatti è curato da chi diventa a sua volta pazzo.
È meglio lottare con pochi buoni contro tutti i malvagi che con molti malvagi contro pochi buoni.
L'avarizia è la forma più sensuale di castità.
Il verbo «dare» gli è tanto in odio che non dice mai «Ti dò il buon giorno», ma «... te lo impresto».
Alla povertà mancano molte cose, all'avarizia tutte.
L'avarizia nasce dalla convinzione che certe cose ci sono necessarie mentre probabilmente non lo sono, e dal timore che ci venga tolto ciò da cui dipende il nostro sostentamento.
L'avarizia ci toglie il piacere di spendere, ma ci dà quello di non aver speso.
Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia.
Gli avari sono dei contemporanei antipatici, ma dei graditissimi antenati.
Il taccagno è un avaro che recita male la propria parte.
C'è solo un modo di buttare via il proprio denaro: non spenderlo.