Un avaro non può mai essere virtuoso.- Antistene
Un avaro non può mai essere virtuoso.
È proprio dei re agire bene e sentirsi dire male.
È meglio lottare con pochi buoni contro tutti i malvagi che con molti malvagi contro pochi buoni.
La scienza più necessaria è quella di non dimenticare ciò che si è appreso.
Come la ruggine consuma il ferro, così la invidia consuma gli invidiosi.
L'avarizia accumula ricchezze che usa per il tornaconto personale, non nell'interesse collettivo.
L'avarizia impedirà a un uomo di finire in miseria, ma in genere lo rende troppo pauroso per consentirgli di diventare ricco.
L'avarizia è naturale. Percorri pure tutta la città, le piazze, le case, i templi: se qualcuno affermerà di non volere più di quello che gli basti --- la natura infatti è contenta di poco --- ritieni di avere trovato la fenice.
Allo Stato il denaro è necessario come i nervi che lo sostengono, e quando vi siano numerosi gli avari, essi devono esser considerati come la base e il fondamento di quello.
Se vuoi eliminare l'avarizia, devi eliminare sua madre: la prodigalità.
Il bene perduto rende l'uomo avaro.
L'avarizia delle persone, delle famiglie e delle nazioni può contagiare i meno abbienti come i più ricchi, e suscitare negli uni e negli altri un materialismo che soffoca lo spirito.
L'avarizia, com'è noto, ha una fame da lupo, e quanto più s'ingrassa, tanto più si fa insaziabile.
È certamente stolto pretendere da altri ciò che nessuno può ottenere da se stesso, di essere attento, appunto, più agli altri che a sé, di non essere avaro, né invidioso, né ambizioso ecc., soprattutto per chi sia ogni giorno esposto alle fortissime spinte di tutte le passioni.
La disdetta dell'avaro è che non riesce a infilarsi nella fessura del salvadanaio.