Un avaro non può mai essere virtuoso.- Antistene
Un avaro non può mai essere virtuoso.
Non si deve far smettere chi contraddice contraddicendolo, ma bisogna convincerlo: neppure il pazzo infatti è curato da chi diventa a sua volta pazzo.
È meglio lottare con pochi buoni contro tutti i malvagi che con molti malvagi contro pochi buoni.
Come la ruggine consuma il ferro, così la invidia consuma gli invidiosi.
Osserva i tuoi nemici, perché scopriranno per primi i tuoi punti deboli.
Bisogna stimare di più l'uomo giusto che il consanguineo.
Il generoso sta al prodigo come il parsimonioso all'avaro.
L'avarizia degli uomini è tanto grande che ciascuno s'ingegna quanto può di prender molto dagli altri e di render poco.
Chi è ricco? Chi nulla desidera. Chi è povero? L'avaro.
È certamente stolto pretendere da altri ciò che nessuno può ottenere da se stesso, di essere attento, appunto, più agli altri che a sé, di non essere avaro, né invidioso, né ambizioso ecc., soprattutto per chi sia ogni giorno esposto alle fortissime spinte di tutte le passioni.
Era avarissimo: quando dava la mano porgeva solo due dita.
Tra l'avarizia e la prodigalità sta l'economia, ed è questa una virtù che l'uomo onesto deve praticare.
Bisogna fuggire l'avarizia perché è un difetto molto brutto e cattivo, ma bisogna amare l'economia che è buona virtù e sorella della prudenza; essa è un grande aiuto alla carità.
L'avarizia in età avanzata è insensata: cosa c'è di più assurdo che accumulare provviste per il viaggio quando siamo prossimi alla meta?
Con la mancanza di collera si vinca la collera. Con la bontà si vinca la cattiveria. Con la generosità si vinca l'avarizia. Con la verità si vinca il menzognero.
Che cos'è l'avarizia? È un continuo vivere in miseria per paura della miseria.