La ricchezza della vita è fatta di ricordi, dimenticati.- Cesare Pavese
La ricchezza della vita è fatta di ricordi, dimenticati.
Perché è sconsigliabile di perdere la testa? Perché allora si è sinceri.
Sostenere che i nostri successi ci sono impartiti dalla Provvidenza e non dall'astuzia, è un'astuzia di più per aumentare ai nostri occhi l'importanza di questi successi.
Il maggiore torto del suicida è non d'uccidersi, ma di pensarci e non farlo. Niente è più abbietto dello stato di disintegrazione morale cui porta l'idea, l'abitudine dell'idea del suicidio.
Far poesie è come far l'amore: non si saprà mai se la propria gioia è condivisa.
Il sogno è una costruzione dell'intelligenza, cui il costruttore assiste senza sapere come andrà a finire.
È facile scrivere i propri ricordi quando si ha una cattiva memoria.
È nel ricordo che le cose prendono il loro vero posto.
In fondo si inventa soltanto con il ricordo.
Per un fiore appassito nel libro dei ricordi rugiada è una lagrima di dolore.
I ricordi vanno messi sotto teca, appesi a una parete e guardati. Senza tentare di rinnovarli. Mai.
Che cosa sono i ricordi? Troppe volte la tisi dell'anima.
Se non ricordiamo non possiamo comprendere.
Le cose si scoprono attraverso i ricordi che se ne hanno. Ricordare una cosa significa vederla ora soltanto per la prima volta.
Il ricordo della felicità non é più felicità, il ricordo del dolore é ancora dolore.
Il ricordo è un compromesso: gli uomini si difendono con quello.