Chi vuole pensare deve rinunciare a darsi da fare.- Elias Canetti
Chi vuole pensare deve rinunciare a darsi da fare.
Le donne più sciocche: quelle che vanno subito a raccontare tutto; al primo orecchio che capita; e prima che le cose siano veramente successe.
Vile, veramente vile è solo chi ha paura dei suoi ricordi.
E se quelli che rimangono fossero sempre i peggiori? Darwinismo capovolto.
Le sue disperazioni mi suonano troppo puntuali.
Di tutte le religioni dell'uomo, la guerra è la più tenace; ma anch'essa può dissolversi.
Un uomo può sopportare molto finché può sopportare se stesso. Può vivere senza speranza, senza amici, senza libri, perfino senza musica, fino a quando può ascoltare i propri pensieri.
Il pensiero è malato, che la cultura dominante non ha più nessuna stima, perché il pensiero è fatto per sua natura per nutrirsi di realtà, e perciò per offrire agli uomini una verità che esso scopre nelle cose.
Essendo uomo, pensa da uomo.
È un pensatore: vale a dire è bravo a vedere le cose più semplici di quel che sono.
Il pensare, che era un furore, è diventato un'arte.
Gli uomini che pensano sempre ciò che dicono hanno il torto di credersi in diritto di dire sempre ciò che pensano.
Credere che il pensiero, non imputabile civilmente, sia non imputabile moralmente, è grand'inganno; quasiché le stesse passioni che, secondate, tergono l'azione, non torgano l'opinione.
Se pensare è equivalente a lavorare, io ho dedicato ad esso quasi tutte le mie ore di veglia.
Si pensa come si vive.
Sono poche le persone che pensano, però tutte vogliono giudicare.