Chi vuole pensare deve rinunciare a darsi da fare.- Elias Canetti
Chi vuole pensare deve rinunciare a darsi da fare.
Tutte le opinioni possibili possono esprimersi moralmente; cioè: nulla è tanto immorale da non poter essere, in qualche posto, ammesso e prescritto.
Non ci sono più parole potenti. Capita di dire "Dio" solo per pronunciare una parola che una volta era potente.
L'uomo che ha per totem la zanzara vuole che la sua gente divenga numerosa come le zanzare.
I matrimoni di interesse sarebbero i più felici. In tal caso rinuncio alla felicità.
Una noia mortale emana da quelli che hanno ragione e lo sanno.
Pensare è difficile, però si può benissimo parlare e scrivere senza pensare.
Vivere del pensiero è sentirsi superiori alla comunità.
Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che pensano e quelli che lasciano che siano gli altri a pensare.
Chi vuole pensare deve rinunciare a "darsi da fare".
Ci sono in ogni epoca degli individui che non pensano come tutti, cioè che non pensano come coloro che non pensano affatto.
Nulla è vero o falso, ma è il pensarlo che lo rende tale.
Dilatate il pensiero, abbellitelo; esso è nuovo e antico, civile e cristiano.
Lo specchio riflette in modo esatto: non commette errori perché non pensa. Pensare significa essenzialmente commettere errori.
Credere che il pensiero, non imputabile civilmente, sia non imputabile moralmente, è grand'inganno; quasiché le stesse passioni che, secondate, tergono l'azione, non torgano l'opinione.