Ogni lingua ha un suo silenzio.- Elias Canetti
Ogni lingua ha un suo silenzio.
Che Dio sia morto o no, è impossibile tacerne: c'è stato per tanto tempo.
Solo il miscredente può misurare appieno la felicità della fede.
È facile essere ragionevoli se non si ama nessuno, neppure se stessi.
Che uno riesca a vedere chiaramente che cos'è la vita e tuttavia la ami tanto! Forse ha il sospetto di quanto poco significhi quel suo veder chiaro.
Si può vivere soltanto se, con una certa frequenza, non si fa quello che ci si propone. L'arte consiste nel proporsi la cosa giusta da non fare.
La lingua è causa di molti mali.
Ci fu data la lingua, sì, per parlare; ma anche i denti per tenerla assiepata.
La correttezza della lingua è la premessa della chiarezza morale e dell'onestà.
Poiché i nostri pensieri sono fatui, la lingua diventa sgradevole e sciatta, ma la trascuratezza della lingua favorisce a sua volta la tendenza ad avere fatui pensieri.
Lo stile di un autore dovrebbe essere l'immagine della sua mente, ma la scelta e la padronanza della lingua è frutto dell'esercizio.
Tutto può cambiare, ma non la lingua che ci portiamo dentro, anzi che ci contiene dentro di sé come un mondo più esclusivo e definitivo del ventre materno.
La lingua, come la realtà, è vendicativa: o la pensi o sei pensato. E se sei pensato, sei fritto.
Il professore di lingue morte si suicidò per parlare le lingue che sapeva.
Poiché la lingua è lo specchio del pensiero, indagare il preciso significato delle parole è mettere chiarezza nelle proprie idee.
Una lingua che non si evolve e rifiuta ogni apporto esterno, è una lingua morta. Ma se si evolve e cambia troppo rapidamente, accettando dall'estero tutto, brillanti e spazzatura, rischia di perdere la sua individualità, e di morire per altra via.