Morte. La più implacabile delle malattie ereditarie.- Fausto Gianfranceschi
Morte. La più implacabile delle malattie ereditarie.
Alcuni sono resi grandi dalla sconfitta, altri meschini dalla vittoria.
Gli imbecilli intelligenti sono il cancro della società.
La fraternità con i libri è forse la più alta forma di vita sociale.
Il buonismo è il lato viscido della cattiveria.
L'uomo si adatta a tutto, anche ai propri simili.
La morte: un punto o una virgola?
È sorprendente: il potere della morte umana di far rinsavire. Ha più peso di ogni parola, di ogni argomento: è la forza ultima. Si impossessa della tua attenzione e del tuo tempo. E ti lascia cambiato.
Bisogna salvarsi per poter morire, perché la morte non sopraggiunga senza coscienza, ma chiara, precisa, limpida.
Arriviamo a comprendere fino in fondo gli esseri umani ai quali siamo uniti da un vincolo indissolubile soltanto nell'attimo della loro morte.
Finché c'è morte c'è speranza.
Se io muoio non piangere per me, fai quello che facevo io e continuerò vivendo in te.
Essere morti significa svegliarsi dalla parte sbagliata dei propri sogni.
Per uno che viene sepolto vivo ce ne sono cento altri che penzolano sulla terra, pur essendo morti.
Un bel morir tutta la vita honora.
Dal mio corpo in putrefazione cresceranno dei fiori, e io sarò dentro di loro: questa è l'eternità.