Morte. La più implacabile delle malattie ereditarie.- Fausto Gianfranceschi
Morte. La più implacabile delle malattie ereditarie.
In vecchiaia si pagano i debiti contratti in gioventù.
Il mondo si gioca su tre parole simili: caso, causa, caos.
La felicità? Basta non badarci per vivere meglio.
Per quanto certe idee siano cattive, le persone che le rappresentano sono peggiori.
Una meraviglia degna di re e imperatori: riposare senza essere stanco.
Non c'è nulla di certo nella vita di un uomo, tranne questo: che egli deve perderla.
Non sarà che tutti muoiono perché è gratis?
Tutte le donne devono lottare con la morte per tenere i loro figli. La morte, essendo senza figli, vuole i nostri.
Se un uomo non ha ancora scoperto qualcosa per cui morire non ha ancora iniziato a vivere.
La morte è un mostro che caccia dal gran teatro uno spettatore attento, prima della fine di una rappresentazione che lo interessa infinitamente.
Bisogna salvarsi per poter morire, perché la morte non sopraggiunga senza coscienza, ma chiara, precisa, limpida.
La vita è una grande sorpresa. Non vedo perché la morte non potrebbe esserne una anche più grande.
Sulla morte: o dispersione, se ci sono gli atomi; se invece c'è l'unità, o spegnimento o trasferimento.
La morte è per tutti, la vita per pochi.
Nonostante la vita sia un misto di dolore e tristezza, dobbiamo vivere aspettando la morte.