Mai si è vissuto tanto come quando si è pensato molto.- Fernando Pessoa
Mai si è vissuto tanto come quando si è pensato molto.
L'arte, se ci libera dai feticci assenti e astratti, ci libera anche dalle idee generose e dalle preoccupazioni sociali, ugualmente feticci.
Perché è bella l'arte? Perché è inutile. Perché è brutta la vita? Perché è tutta fini e propositi e intenzioni.
Il poeta vale quello che vale la sua migliore poesia.
Vivere una vita priva di passioni ma colta, nella serenità delle idee, leggendo, sognando, e pensando di scrivere; una vita sufficientemente lenta per rimanere sempre ai margini del tedio, sufficientemente meditata per non imbattersi mai in esso.
La tristezza solenne che abita in tutte le grandi cose sulle vette come nelle grandi vite, nelle notti profonde come nei poemi eterni.
È quasi impossibile pensare senza parlare.
Il pensiero è un dinamismo dialogico ininterrotto, una navigazione tra Scilla e Cariddi verso le quali la trascina ogni egemonia di uno dei processi antagonisti.
Per sottrarsi alla fatica di pensare, i più sono persino disposti a lavorare.
Quando tutti pensano nello stesso modo, nessuno pensa molto.
Per chiunque pensa e agisce è un brutto segno se non è vilipeso, ingiuriato, minacciato.
Molti benpensanti sono poco più che custodi dei loro averi.
Nulla è vero o falso, ma è il pensarlo che lo rende tale.
Chi pensa con la testa altrui difficilmente rischia di essere messo in minoranza.
Ogni società civile, religiosa e politica determina i confini, le «riserve» più o meno ampie, entro cui il pensiero può liberamente esprimersi.
Chi vuole pensare deve rinunciare a "darsi da fare".