La storia del mondo è la storia di pochi privilegiati.- Henry Miller
La storia del mondo è la storia di pochi privilegiati.
Un prigioniero non ha sesso. È l'eunuco particolare di Dio.
L'arte non insegna nulla, tranne il senso della vita.
Per cento anni e più il mondo, il nostro mondo, è stato in agonia. E non un uomo, in questi ultimi cento anni, è stato abbastanza pazzo per mettere una bomba nel buco del culo del creato e di farlo saltare in aria.
Bisogna dare un senso alla vita, appunto perché evidentemente non ne ha nessuno.
Il crimine contiene l'enigma, così profondo come la salvezza medesima.
I popoli felici non hanno storia. La storia è la scienza dell'infelicità degli uomini.
La storia universale è un'alternanza di divastazioni e di lifting che ne spianano le cicatrici, protesi che compensano le mutilazioni, deodoranti spruzzati sul tanfo del sangue.
Tutti i nodi furono tagliati dalla nostra spada lucente e la vittoria africana resta nella storia della patria, integra e pura, come i legionari caduti e superstiti la sognavano e la volevano.
La storia non è il terreno della felicità. I periodi di felicità sono in essa pagine vuote.
L'unica cosa che si frappone tra te e il tuo obiettivo è quella stronzata di storia che racconti a te stesso sul motivo per cui l'obiettivo non si può raggiungere.
La ricerca storica moderna non tiene conto d'un possibile intervento di Dio nel corso della storia poiché pensa che la storia sia un tutto ininterrotto, autonomo in se stesso.
Una Storia può essere nuova eppure raccontare di tempi immemorabili. Il passato nasce con lei.
La storia è la scienza delle cose che non si ripetono.
Alla storia non si chiede né il numero dei morti né il costo delle grandi imprese!
Una città non è disegnata, semplicemente si fa da sola. Basta ascoltarla, perchè la città è il riflesso di tante storie.