La morte degli altri ci aiuta a vivere.- Jules Renard
La morte degli altri ci aiuta a vivere.
L'uomo davvero libero è colui che sa rifiutare un invito a cena senza fornire pretesti.
Ci sono scrittori che non si riconoscono, come se non avessero il naso in mezzo alla faccia.
Scrivere è un modo di parlare senza essere interrotti.
La bontà è qualche cosa che non si assimila. Il frutto è buono, ma il nocciolo è amaro.
Se si costruisse la casa della felicità, la stanza più grande sarebbe la sala d'attesa.
Non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere.
Non c'è motivo di credere che uno sia vissuto a lungo perché ha i capelli bianchi o le rughe: non è vissuto a lungo, ma è stato al mondo a lungo.
Sogna come se dovessi vivere per sempre; vivi come se dovessi morire oggi.
Se si riesce a vivere abbastanza si ha la possibilità di rivedere le proprie condizioni e rettificarne alcune.
Noi non facciamo altro che prepararci a vivere, ma non viviamo mai.
La condanna degli esserti mortali, o forse il loro dono, è questo: bisogna vivere senza capire.
Vivere è l'infinita pazienza di ricominciare.
Certo, avere una donna che ti aspetta, che dormirà con te, è come il tepore di qualcosa che dovrai dire, e ti scalda e t'accompagna e ti fa vivere.
Vivere è diventato un esercizio burocratico.
Vivere significa nascere a ogni istante. La morte subentra quando il processo della nascita cessa.