Raro cade chi ben cammina.- Leonardo da Vinci
Raro cade chi ben cammina.
Il dipintore disputa e gareggia colla natura.
Chi vole vedere come l'anima abita nel suo corpo, guardi come esso corpo usa la sua cotidiana abitazione, cioè se quella è sanza ordine e confusa, disordinato e confuso fia il corpo tenuto dalla su' anima.
A torto si lamentan li omini della fuga del tempo, incolpando quello di troppa velocità, non s'accorgendo quello essere di bastevole transito; ma bona memoria, di che la natura ci ha dotati, ci fa che ogni cosa lungamente passata ci pare esser presente.
Quando l'amante è giunto all'amato, lì si riposa. Quando il peso è posato, lì si riposa. La cosa cognosciuta col nostro intelletto.
Il pittore che ritrae per pratica e giudizio d'occhio sanza ragione è come lo specchio, che in sé imita tutte le a sé contrapposte cose, sanza cognizione d'esse.
Solo chi cade offre la vista edificante di rialzare il capo dal fondale sottostante.
Solo chi cadde può dare altrui l'edificante spettacolo del rialzarsi.
A chi sta in alto la caduta è molto più facile che faccia male.
Il cadere non esclude il librarsi. Dalla caduta sorge l'ascesa.
Star seduti in tutti i casi toglie il pericolo di cadere.
Chi cammina talvolta cade. Solo chi sta seduto non cade mai.
Ciò che fa cadere è anche ciò che fa rialzare.
Nell'ambito dei fatti morali, il cadere non esclude il librarsi. Dalla caduta sorge l'ascesa.