Felice e stimabile unicamente il ricco, e viceversa la povertà un delitto.- Pietro Ellero
Felice e stimabile unicamente il ricco, e viceversa la povertà un delitto.
Nella regolarità abituale della condotta e quindi nella costante moderazione degli appetiti e delle voglie avendosi la miglior guarentigia di una vita lunga, sana e lieta, sovviene a tal uopo il precetto della temperanza, intesa ancor questa in latissimo senso.
Patria è dove si soggiorna e si lucra commodamente.
La pena di morte, oltre che non cura la emendazione della vittima, spegne una vita, non le importa se depravata o santificata dalla sventura, e le basta ad altrui spavento un capo mozzo o un cadavere appeso.
Non vi sono altre verità, tranne quelle, che si veggono cogli occhi e si toccano con mano.
Chi è infamato una volta, non aspetti più perdono.
Niente costa tanto caro come essere poveri.
Quando la povertà bussa alla porta, l'amore salta dalla finestra.
Quando si pensa essere sì pochi che godono o per meglio dire monopolizzano i benefici della società incivilita e che tanti sono i sofferenti, non si può fare a meno di dubitare: se veramente la classe povera ritrae molto profitto dalla civiltà presente.
La ricchezza dei poveri è rappresentata dai loro figli, quella dei ricchi dai loro genitori.
La vera tragedia dei poveri è che non si possono permettere altro che l'abnegazione. I bei peccati, come tutte le cose belle, sono privilegio dei ricchi.
Le guerre delle nazioni si combattono per cambiare le mappe. Ma le guerre della povertà sono combattute per mappare il cambiamento.
Tutti quelli che ameranno i poveri in vita non avranno alcuna timore della morte.
La peggior povertà non è di chi non abbia abbastanza, ma di chi sempre desideri più che non ha.
La povertà è una cosa anormale per i ricchi. È difficile capire perché la gente che vuole la cena non suona il campanello.
Colui che ha sempre lottato con la povertà conosce quanto estremamente sia conveniente la povertà.