Gli uomini condannano l'ingiustizia perché temono di poterne essere vittime, non perché aborrano di commetterla.- Platone
Gli uomini condannano l'ingiustizia perché temono di poterne essere vittime, non perché aborrano di commetterla.
La vera tragedia della vita è quando gli uomini hanno paura della luce.
Anche un allevatore di asini, di cavalli e di buoi, che fosse tale quale Pericle fu, avrebbe la fama di essere un cattivo allevatore.
Ho sognato una donna, bella e avvenente, tutta vestita di bianco, che mi si è avvicinata e mi ha detto: «Socrate, fra tre giorni, tu sarai nei felici campi di Ftia.»
L'anima non porta niente con sé nell'altro mondo tranne la propria educazione e cultura; e questo si dice che sia il più grande servizio oppure il torto più grande che si possa fare ad un uomo morto, proprio all'inizio del suo viaggio.
La necessità è madre dell'invenzione.
È bene non soltanto il non commettere ingiustizia, ma il non voler commetterla.
È meglio ricevere che commettere ingiustizia.
Spesso commette ingiustizia non solo colui che fa qualcosa, ma anche colui che non la fa.
L'ingiustizia dovrebbe essere uguale per tutti.
Non essere ricco tramite l'ingiustizia.
Neppure l'ingiustizia è uguale per tutti.
Chi commette ingiustizia è più infelice di chi la subisce.
Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo.
Si piange quando si grida all'ingiustizia.
L'uomo di sensibilità giusta e di retta ragione, quando si sente preoccupato del male e dell'ingiustizia del mondo, cerca naturalmente di correggerli, dapprima, in ciò che gli si manifesta più vicino; e questo lo troverà nel suo stesso essere. Ma questa opera lo impegnerà per tutta la vita.