Perdonando un torto ricevuto, si può cangiare un nemico in amico.- Silvio Pellico
Perdonando un torto ricevuto, si può cangiare un nemico in amico.
Il vero pregare non è borbottare molte parole alla guisa de' pagani, ma adorar Dio con semplicità, sì in parole, sì in azioni, e fare che le une e le altre sieno l'adempimento del suo santo volere.
Tutto ciò che impari, t'applica a impararlo con quanta più profondità è possibile. Gli studi superficiali producono troppo spesso uomini mediocri e presuntuosi.
Vederti, udirti, e non amarti... umana cosa non è.
Non disonorare il sacro nome d'amico, dandolo ad uomo di niuna o poca virtù.
Oh qual brama ha il prigioniero di veder creature della sua specie! La religione cristiana, che è sì ricca d'umanità, non ha dimenticato di annoverare fra le opere di misericordia il visitare i carcerati.
Solo i coraggiosi sanno come perdonare. Un vile non ha mai perdonato: non è nella sua natura.
Il cuore di una madre è un abisso in fondo al quale si trova sempre un perdono.
Solamente chi è forte è capace di perdonare. Il debole non sa ne perdonare ne punire.
Perdonare sempre, ma dimenticare mai.
Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono.
Si può perdonare l'offesa, non la bontà.
È umano amare, ed è ancor più umano il perdonare.
Madre comune d'ogni popolo è Roma e nel suo grembo accoglie ognun che brama farsi parte di lei. Gli amici onora; perdona a' vinti; e con virtù sublime gli oppressi esalta ed i superbi opprime.
Signore, perdona loro, perché sanno quello che fanno!
Che Dio ci perdoni, e ci perdonerà. È il suo mestiere.