Perdonando un torto ricevuto, si può cangiare un nemico in amico.- Silvio Pellico
Perdonando un torto ricevuto, si può cangiare un nemico in amico.
Avviene in prigione come nel mondo. Quelli che pongono la lor saviezza nel fremere, nel lagnarsi, nel vilipendere, credono follia il compatire, l'amare, il consolarsi con belle fantasie che onorino l'umanità ed il suo Autore.
L'innocenza è veneranda, ma quanto lo è pure il pentimento!
Il vivere libero è assai più bello del vivere in carcere; chi ne dubita?
Non disonorare il sacro nome d'amico, dandolo ad uomo di niuna o poca virtù.
Un'anima umana, nell'età dell'innocenza, è sempre rispettabile.
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.
Vi sono persone alle quali non si perdona nulla, nemmeno la virtù.
Si può perdonare l'offesa, non la bontà.
La società perdona spesso il criminale; ma non perdona mai il sognatore.
Non sono perfetto. So che ho ancora cose su cui devo lavorare, e sto lavorando su di esse. Ci sono cose che ho fatto di cui non sono orgoglioso, soprattutto quando hanno causato dolore agli altri. Chiedo a Dio che mi perdoni.
Il perdono è l'essenza dell'amore. Amare è perdonare, perdonare è amare.
Anche se Dio non ci perdonerà noi possiamo perdonare lui. Dobbiamo dimostrare a noi stessi di essere più grandi di Dio.
Si perdonano coloro che ci hanno offeso perché così il conto torna: un'offesa ciascuno. Ma quest'ultima è mortale.
Non c'è nessun perdono, in tutta questa pietà.
Il perdono più difficile è quello che un uomo deve riuscire a trovare per se stesso.