Perdonando un torto ricevuto, si può cangiare un nemico in amico.- Silvio Pellico
Perdonando un torto ricevuto, si può cangiare un nemico in amico.
Una diffidenza moderata può esser savia: una diffidenza oltrespinta, non mai.
L'uomo si reputa migliore, aborrendo gli altri.
La coscienza dell'uomo non ha riposo se non nella verità. Chi mente, se anche non viene scoperto, ha la punizione in sé medesimo, egli sente che tradisce un dovere e che si degrada.
Oh qual brama ha il prigioniero di veder creature della sua specie! La religione cristiana, che è sì ricca d'umanità, non ha dimenticato di annoverare fra le opere di misericordia il visitare i carcerati.
L'innocenza è veneranda, ma quanto lo è pure il pentimento!
Colui che perdona non porta mai il passato sul volto. Quando perdoni, è come non fosse mai successo. Il vero perdono è pieno e totale.
Grazia a buon prezzo è annunzio del perdono senza pentimento.
Se una donna perdona il suo uomo, non gli riscaldi poi le corna per colazione.
Il perdono è per chi si pente. Il perdono è per chi cerca di riparare al male che ha fatto.
La persona che non vuole o che non può perdonare non riesce facilmente a vivere il momento presente. Si aggancia con ostinazione al passato e, proprio per questo, si condanna a sciupare il presente.
Perdono. Abile mossa per impedire che il trasgressore stia all'erta in modo da poterlo cogliere con le mani nel sacco la volta successiva.
La forma sublime del disprezzo è il perdono.
Il perdono è una cosa tra loro e Dio, io provvedo ad organizzare l'incontro.
La tentazione del potere è demoniaca e sempre, nella storia della Chiesa, è stata all' origine di misfatti, di cui Giovanni Paolo II ha dovuto chiedere perdono.
Noi siamo tutti impastati di debolezze e di errori: perdonarci reciprocamente le nostre balordaggini è la prima legge di natura.